Modigliani e la Boheme di Parigi, mostra alla GAM di Torino

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Amedeo Modigliani (Livorno, 1884 – Parigi, 1920), Lolotte, 1917, olio su tela, cm 55 x 35, Centre Pompidou, Parigi, © Centre Pompidou, MNAM-CCI/ Bertrand Prévost / Dist. RMN-GP

Amedeo Modigliani (Livorno, 1884 – Parigi, 1920), Lolotte, 1917, olio su tela, cm 55 x 35, Centre Pompidou, Parigi, © Centre Pompidou, MNAM-CCI/ Bertrand Prévost / Dist. RMN-GP

È dedicata ad Amedeo Modigliani, tra i maggiori interpreti della pittura del Novecento, la mostra che dal 14 marzo al 19 luglio 2015 resterà aperta al pubblico alla GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.

L’esposizione presenta la straordinaria atmosfera culturale creata dalla “École de Paris”, la corrente che ebbe per protagonisti alcuni artisti attivi nel primo dopoguerra che si raccolsero intorno a Montmartre e Montparnasse uniti dal desiderio di vivere in pieno il clima artistico e culturale di Parigi, creando una completa simbiosi tra vita e arte.

In mostra circa 90 opere racconteranno questa esperienza artistica – accanto a Modigliani alcuni nomi eccezionali come Brancusi, Soutine, Utrillo, Chagall, Gris, Marcousiss, Survage, Picasso – tra cui sessanta capolavori provenienti dal Centre Pompidou di Parigi e da importanti collezioni pubbliche e private d’Europa.

L’esposizione  è articolata in  cinque  sezioni:
– Amedeo Modigliani. I ritratti di Amedeo Modigliani (tra cui Ritratto di Soutine, Jeanne Hebuterne, il Giovane ragazzo rosso, La ragazza rossa) sono messi a confronto ‐ in questa prima sezione dedicata alla figura e allo stile inconfondibile e ormai distante dall’espressionismo e dal simbolismo a cui  Modigliani guardava nelle prime opere ‐ con un Ritratto di Modigliani di André Derain, e Gotine rosse di Giovanni Fattori (collezioni GAM).
– Modigliani/Brancusi e la scultura. Dal  1909  al  1914  Modigliani  si  dedicò  quasi  esclusivamente  alla  scultura  applicando  il  suo modello  di  sintesi  alle  celebri  teste  dalle  forme  allungate,  dai lunghi  colli  e  dagli  occhi  senza pupille. La sezione analizza principalmente il confronto con le opere del grande amico Costantin Brancusi, con cui condivise lo studio e il medesimo interesse per le curve ampie e armoniose.
– La bohème parigina. Gli artisti che si incontravano nei café, nei bordelli e tra le strade di Montmartre e Montparnasse sono rappresentati in questa sezione. Tre importanti opere di Chaim Soutine, un dipinto di Marc Chagall e due paesaggi di Maurice Utrillo sono esposti accanto a dipinti di altri protagonisti del fecondo ambiente parigino dell’epoca.
– Il cubismo. Pur restando relativamente distante dalla prorompente rivoluzione cubista introdotta da Picasso e  accolta  da  un  gran  numero  di  artisti,  Modigliani  condivise  con il  movimento  il  processo  di schematizzazione  e  lo  sguardo  rivolto  all’arte  primitiva  e  all’arte  africana.  Accanto  a  dipinti  e disegni  del  maestro  livornese  due  importanti  dipinti di Gino Severini, tra cui Nord-Sud (collezioni  GAM); Pane di  Pablo  Picasso,  opere  di  Juan  Gris,  Louis  Marcoussis e  Léopold Survage, insieme ad altri testimoni della stagione cubista.
– Il nuovo umanesimo della scuola di Parigi. Il meraviglioso Ritratto di Dédie del 1918  è il capolavoro  di Modigliani che introduce l’ultima sezione, dedicata alla cerchia di artisti attratti dal fermento culturale  e dalla libertà che Parigi garantiva nei primi anni del Novecento. Tra questi Marc Chagall, Max Jacob, Sonia Delaunay e Susanne Valadon, presenti in mostra con una serie di ritratti.

La mostra, curata da Jean-Michel Bouhours, è promossa da GAM ed è prodotta da Mondo Mostre e Skira in collaborazione con il Musée National d’Art Moderne – Centre Pompidou di Parigi.

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