Castello Sforzesco di Milano. Completato il restauro dell’antico Ospedale Spagnolo

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Ospedale Spagnolo

Il Castello Sforzesco si arricchisce di un nuovo straordinario spazio, destinato a diventare un’importante sede espositiva per la città e che sarà aperto tra poche settimane. È stato completato in questi giorni il restauro, dopo due anni, dell’antico Ospedale Spagnolo situato presso la Cortina di S. Spirito – Lato Cadorna.

«La Pietà Rondanini sarà di nuovo visitabile dal pubblico nella nuova sede dell’Antico Ospedale Spagnolo a partire dal 2 maggio, quando il nuovo Museo della Pietà, esclusivamente dedicato all’ultimo capolavoro di Michelangelo, sarà inaugurato con due giorni di festa contestualmente all’avvio di ‘Expo in città’ – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del CornoLa Sala degli Scarlioni nei prossimi mesi ospiterà uno schermo per la proiezione in loop di un cinedocumentario che racconterà la straordinaria avventura della Pietà negli ultimi tre anni, fino alla sua collocazione definitiva».

La costruzione della Cortina che ospita l’antico Ospedale risale all’epoca Viscontea: fu demolita nel periodo 1447-50 per poi essere riedificata da parte di Francesco Sforza dopo il 1451. In testa alla sala era collocato un altare ligneo, a fianco del quale si accedeva ad altri due locali: un camerino per gli infermi e i servizi igienici.

La grande sala era destinata ad essere un luogo di sofferenza e preghiera come testimonia il ciclo pittorico policromo cinquecentesco delle pareti e delle dodici vele del soffitto: significativa in tal senso la raffigurazione del “Credo” apostolico (scritto in latino) rappresentante la formula per la professione della fede cattolica, che si poteva leggere (pregando) stando distesi appunto nei letti dell’Ospedale. All’interno di ciascuna vela doveva trovare posto l’effige di un apostolo, di cui però non è rimasta traccia.

Tracce di dipinti che inquadravano l’altare fiancheggiate dalle insegne dei governatori e dei castellani e l’Arma reale di Spagna’ e insegne araldiche di varia famiglie iberiche, completano il ciclo pittorico sopravvissuto e restaurato.

Dagli anni ’70 fino al ’97 gli spazi dell’antico Ospedale erano occupati dalle biblioteche rionali.  Poi per un lungo periodo sono stati utilizzati come deposito fino al luglio del 2013, data di inizio dei lavori.

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