Gallarate | Silvio Zanella. Pura luce. Opere 1954-2003

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Silvio Zanella La moltiplicazione dei pani e dei pesci, studio per la vetrata Chiesa di Sant’Antonio, Gallarate acquerello, 61x67,5, 1962

Silvio Zanella La moltiplicazione dei pani e dei pesci, studio per la vetrata Chiesa di Sant’Antonio, Gallarate acquerello, 61×67,5, 1962

È dedicata a Silvio Zanella la mostra personale dal titolo “Pura luce. Opere 1954-2003“, aperta al pubblico dal 28 marzo al 18 aprile 2015 presso la Chiesa di Sant’Antonio Abate a Gallarate (VA).

L’esposizione presenta opere profondamente spirituali, che ripercorrono alcuni momenti fondanti della sua lunga ricerca, dal  naturalismo lombardo della fine degli anni Cinquanta all’espressionismo rinnovato degli anni Settanta fino alla luminosità assoluta e piena dell’ultimo decennio, toccando anche scelte figurative abbracciate per giungere alla rappresentazione chiara e personale della storia sacra.

Tra queste spiccano studi e disegni preparatori per i due cicli più significativi realizzati da Silvio Zanella per due importanti chiese di Gallarate: le vetrate della chiesa di Sant’Antonio – sede dell’esposizione – e la Via Crucis in ceramica della chiesa San Paolo Apostolo di Sciarè (1979).

Le vetrate per Sant’Antonio sono state realizzate nel 1962 a completamento della storica chiesa-oratorio, fondata nel XV secolo, più volte rimaneggiata (l’attuale ricostruzione risale alla seconda metà del Settecento), ricca di interventi scultorei, pittorici e architettonici.

I disegni preparatori della Via Crucis realizzata nel 1979 con formelle di ceramica policroma per la chiesa di San Paolo Apostolo in Sciarè, rinunciano all’aspetto cromatico e si concentrano sui corpi, sui gesti, sull’equilibrio formale e sull’espressività dell’insieme.

A questi lavori vengono affiancati opere private, studi, dipinti, disegni, ricerche che rendono conto della sua ricerca pittorica, compositiva e spirituale.

La mostra presenta, inoltre, anche alcuni disegni di un ciclo del tutto personale intitolato La luce stenta a farsi strada nel buio – l’anno del tumore, costituito da molte decine di disegni a carboncino che rivelano, attraverso la violenza del segno espressivo, il contrasto metaforico tra luce e ombra, i pensieri più intimi dell’artista che stava vivendo uno dei momenti personali più difficili segnati da una lunga malattia.

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