Inno alla diversità, videoclip di Daniele Ronda e Mimmo Cavallaro

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Daniele Ronda, foto di Alessio PizzicannellaÈ online il videoclip del brano “Inno alla diversità”, scritto dal cantautore piacentino Daniele Ronda e da lui interpretato in duetto con il leader dei calabresi TaranProject, Mimmo Cavallaro. Le due autorevoli voci del panorama World italiano, attraverso la musica e il loro dialetto, rompono le barriere culturali tra nord e sud per fondersi in un unico progetto.

Nel videoclip, girato in un tipico borgo italiano e diretto da Massimo Albasi, Daniele Ronda e Mimmo Cavallaro si raccontano ognuno nella propria lingua e separati inizialmente da un muro, per poi ritrovarsi insieme davanti ad un pianoforte e dare vita ad un dialogo musicale che unisce mondi lontani eppure solo apparentemente diversi.

Il progetto “Inno alla diversità” è curato da iCompany, la nuova azienda discografica e manageriale con focus specifico sulla World Music Nazionale.

«Il nostro è un paese in movimento, si muove perché popoli diversi che lo distinguono si muovono, si incontrano e si uniscono, e da questa mescolanza nasce una nuova comune identità – spiega Daniele RondaLa diversità è il motore che muove il processo di arricchimento reciproco e se vissuta come comune denominatore di culture diverse dà vita ad una magia. Nel mio caso è nata con un grande rappresentante della musica popolare del Sud, un grande uomo, un grande amico ed un grande artista: Mimmo Cavallaro. Cantando questo brano insieme abbiamo inneggiato a questa diversità e a questa magia facendo incontrare il Nord e il Sud».

«La collaborazione con Daniele ha per me un valore che va oltre il semplice incontro tra artisti – racconta Mimmo CavallaroIl dialogo nato tra le nostre diversità ha rappresentato per me un momento di forte ispirazione. È bastato condividere il palco in un paio di eventi per far crescere in noi la voglia di percorrere un pezzetto di strada assieme, l’uno accanto all’altro, con la stessa forte volontà di raccontare in musica, assieme, le nostre rispettive identità culturali».

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