Liberazione. Milano inaugura la Casa della Memoria

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Casa della Memoria © Andrea Scuratti, Comune di Milano

Casa della Memoria © Andrea Scuratti, Comune di Milano

Questa mattina, in occasione delle celebrazioni per il settantesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo, è stata inaugurata in via Confalonieri 14 la Casa della Memoria, voluta e ideata dal Comune di Milano per accogliere e raccontare la memoria cittadina. Un luogo aperto a tutti coloro che si impegnano per preservare e diffondere la storia che ha reso Milano testimone e simbolo dei valori democratici e di ripudio della violenza su cui si fonda il nostro Paese.

La Casa della Memoria sarà la sede dell’Associazione Nazionale Ex Deportati (Aned), dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi), dell’Associazione Italiana Vittime del Terrorismo (Aiviter), dell’Associazione Familiari Vittime della Strage di Piazza Fontana, 12 dicembre 1969, e dell’Istituto Nazionale di Studi sul Movimento di Liberazione d’Italia (Insmli).
Su indicazione del Ministero dei Beni e delle Attività culturali, la parte pubblica dell’edificio è stata riconosciuta come sede idonea per ospitare il futuro Museo nazionale multimediale della Resistenza.

L’edificio, progettato dallo studio Baukuh, è un prisma a base rettangolare alto 17,5 metri, diviso in tre parti connesse da un piano terra interamente libero: due sottili fasce alle estremità brevi, comprendenti l’archivio, i servizi e le risalite, si affiancano ad una ampia parte centrale che accoglie gli spazi espositivi al piano terra e gli uffici ai piani superiori.

Le facciate sono realizzate con mattoni policromi – un esplicito omaggio alla tradizione costruttiva lombarda proprio ai margini del nuovo quartiere di Porta Nuova – che riproducono immagini rappresentative della storia recente di Milano. Il programma iconografico è stato definito da un comitato scientifico – composto dai progettisti, membri delle associazioni, artisti, intellettuali e rappresentanti dell’Amministrazione comunale – che ha selezionato alcune fotografie scattate a Milano dal 1940 ad oggi. Le elaborazioni in facciata rappresentano dettagli di otto scene corali tratte dalla storia istituzionale (ad esempio, l’annuncio dell’avvenuta liberazione della città in Piazza Duomo nel 1945, alcune manifestazioni sindacali e studentesche degli anni ‘70, l’interno della Banca Nazionale dell’Agricoltura dopo l’esplosione della bomba di Piazza Fontana) e diciannove volti di persone comuni, ritratte mentre partecipano ad eventi collettivi o mentre sono intente nelle loro normali attività quotidiane (operai alla catena di montaggio, contadini di ritorno dai campi, immigrati al confine italo-svizzero, studenti in protesta, donne in corteo, feste di quartiere).

La Casa della Memoria è, infatti, un luogo in cui proteggere la fragilità del ricordo nel flusso in costante evoluzione della metropoli, dalle irrinunciabili memorie pubbliche alle vicende private e personali che si intrecciano e contribuiscono a comporre la storia ufficiale.

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