Serodine nel Ticino

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Giovanni Serodine, San Pietro in carcere, 1628-1630 ca., Olio su tela, 95.5x134 cm, Pinacoteca Zust, RancateLa Pinacoteca cantonale Giovanni Züst, Rancate – Mendrisio (Svizzera), dal 31 maggio al 4 ottobre 2015, ospita la mostra Serodine nel Ticino, a cura di Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa.

Il Canton Ticino è il luogo dove si conserva il maggior numero di opere di Giovanni Serodine, artista del Seicento, morto intorno ai trent’anni a Roma il 21 dicembre 1630.
Di lui sono sopravvissuti soltanto una quindicina di dipinti e le terre ticinesi hanno la fortuna di possederne, in sostanza, la metà.

Dopo la morte di Serodine, alcuni quadri raggiungono il Canton Ticino per l’impegno dei famigliari, che spesso ricorrono come modelli nelle opere dell’artista. La parrocchiale di Ascona conserva, tra l’altro, l’ultimo dipinto di Serodine: l’Incoronazione della Vergine. Lo spostamento di questo capolavoro a Rancate, in concomitanza con i restauri della chiesa di Ascona, è all’origine dell’occasione espositiva nella Pinacoteca che ospita nelle sue collezioni, in permanenza, ben tre opere del pittore.
A questo si aggiunge la generosa donazione del Cristo deriso, nell’aprile 2015, da parte di Mirella Vivante Bernasconi, in ricordo della madre Maria Pia Bernasconi-Enderlin, di Lugano.

Appartenente ad una famiglia di Ascona, trasferita a Roma già alla fine del Cinquecento, Giovanni si forma accanto al fratello maggiore Battista, scultore e stuccatore. In poco tempo fa sua, senza i compromessi allora già correnti, la rivoluzione del Caravaggio.  All’artista ticinese, che risulta anche scultore e architetto, toccano occasioni lavorative di rilievo: dalle pale per San Lorenzo fuori le mura, San Pietro in Montorio e San Salvatore in Lauro ai quadri da stanza per il marchese Asdrubale Mattei.

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