Milano | Jing Shen. L’atto della pittura nella Cina contemporanea

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Li ShuruiAl PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano dal 10 luglio al 6 settembre 2015 è aperta al pubblico la mostra Jing Shen – L’atto della pittura nella Cina contemporanea.
L’esposizione analizza l’emergere di temi e modi tipici dell’arte classica cinese nel lavoro di venti artisti di tre diverse generazioni.

Jing Shen argomenta che l’arte classica cinese – non solo la pittura, ma anche ceramica e xilografia, per esempio – contiene già gli ingredienti e i nutrienti di pensieri, attitudini e forme che costituiscono la ricchezza dell’arte cinese contemporanea. Il dialogo con l’occidente e con altri mondi arricchisce questa osmosi tra passato e presente, questa continuità ma non la sostituisce.”Jing Shen” vuol dire ”consapevolezza del gesto”, ma anche ”forza interiore”. Si riferisce al momento che nella pittura classica – anche di matrice buddista e taoista – precede l’atto pittorico. È l’apice del lavoro preparatorio che viene prima di affrontare la produzione di un’immagine. Un’idea e una pratica che mettono l’accento sulla ricerca meditata della consapevolezza e sul suo risultato attivo: il gesto, l’atto della pittura.

Una pittura “attiva”, che ha il suo mezzo originale nella liquidità dell’inchiostro e nella calligrafia, le cui tracce affiorano nei modi più diversi nella selezione delle opere e degli artisti in mostra al PAC. Dalla maniera in cui, per esempio, le opere pittoriche si producono con il contributo del caso e del quotidiano (Lee Kit); al rifiuto dei quadri a chiudersi nella  staticità, restando invece immagini in movimento (Li Shurui); alla ripetizione ossessiva come forma suprema di cambiamento (Ding Yi); al suo rendersi istintiva, mimetica e spaziale (Zhang Enli). Tutto fa da controcanto a una pittura occidentale che è sempre stata più ieratica e iconografica.

Jing Shen vuole anche suggerire quanto l’arte e le avanguardie occidentali del secondo dopoguerra siano state influenzate da questa cultura artistica, dalla pittura a inchiostro e dalla calligrafia, e dalle filosofie a queste sottese: da Hartung a Pollock, a Cage, a Burri, a Boetti.  E vuole pensare all’arte nel suo insieme come al risultato di uno scambio e di influenze continue attraverso il tempo e lo spazio, dove i canoni interpretativi non possono che essere erranti, adattabili e temporanei.

Oltre che negli spazi del PAC, la mostra si estende con due progetti speciali. Il primo è l’installazione Forward dell’artista Wang Gongxin, allestita nella Soglia Magica, lo spazio che a Malpensa unisce la stazione ferroviaria all’aeroporto. Il secondo progetto è un’allestimento site specific nel nuovo spazio espositivo “La Parete” della Feltrinelli Duomo in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, che esporrà un’opera video dell’artista Chen Shaoxiong, le riproduzioni di alcune opere in mostra e un breve making of del progetto espositivo al PAC.

La mostra è promossa dal Comune di Milano ed è prodotta dal PAC Padiglione d’Arte Contemporanea e da Silvana Editoriale in collaborazione con l’Aurora Museum di Shanghai.

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