Escher in mostra a Palazzo Reale di Milano

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Maurits Cornelis Escher, Vincolo d’unione, 1955, Litografia, 25,30x33,90 cm, Collezione Giudiceandrea Federico, All M.C. Escher works, © 2016 The M.C. Escher, Company. All rights reserved

Maurits Cornelis Escher, Vincolo d’unione, 1955, Litografia, 25,30×33,90 cm, Collezione Giudiceandrea Federico, All M.C. Escher works, © 2016 The M.C. Escher, Company. All rights reserved

Approda a Milano la mostra dedicata a Escher, l’artista incisore, intellettuale e matematico che con le sue opere ha colonizzato l’immaginario collettivo.
A Milano, nelle sale di Palazzo Reale, rimarranno esposti, dal 24 giugno 2016 al 22 gennaio 2017 (prorogata al 29 gennaio 2017), i grandi capolavori di Escher, come Mano con sfera riflettente, Relatività (o Casa di  scale), Metamorfosi e Belvedere,  oltre  a  esperimenti  scientifici,  giochi  e  approfondimenti  didattici che consentiranno ai visitatori di ogni età di comprendere le invenzioni spiazzanti, le prospettive impossibili, gli universi apparentemente inconciliabili che si armonizzano in una dimensione artistica unica.

La mostra, con oltre 200 opere, è articolata in sei sezioni: La formazione: l’Italia e l’ispirazione Art Noveau; Dall’Alhambra alla tassellatura; Superfici riflettenti e struttura dello spazio; Metamorfosi; Paradossi geometrici: dal foglio allo spazio; Economia escheriana ed eschermania.

A Escher, artista sui generis che amava dire “lo stupore è il sale della terra”, si deve l’aver ampliato le possibilità immaginative di tutti coloro che hanno osservato e osservano la sua opera dove tutto è connesso: scienza, natura, rigore analitico e capacità contemplativa.
L’arte di Escher, che le nuove tecnologie digitali sembrano rincorrere facendone propri i risultati, non accusa i segni del tempo, sebbene siano trascorsi quarantaquattro anni dalla scomparsa del grande artista olandese.

La mostra, promossa dal Comune di Milano – Cultura, è prodotta e organizzata da Palazzo Reale, Arthemisia Group e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, in collaborazione con la Escher Foundation, ed è curata da Marco Bussagli e Federico Giudiceandrea.

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