Il mio nome è cavallo. Immagini tra Oriente e Occidente

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Testa di cavallo, IV secolo d.C, argento dorato, dipartimento di Antichità Orientali, © Museo del Louvre, Parigi

Testa di cavallo, IV secolo d.C, argento dorato, dipartimento di Antichità Orientali,
© Museo del Louvre, Parigi

È dedicata all’iconografia del cavallo fra Oriente e Occidente la mostra che dal 5 luglio al 25 settembre 2016 resterà aperta al pubblico a Milano, negli spazi della chiesa sconsacrata di San Sisto, sede dello Studio Museo Francesco Messina.
In esposizione 20 opere preziose. Una straordinaria selezione di pezzi, dalla Roma antica all’Impero Ottomano, dal Rinascimento al Seicento.

Per la prima volta in Italia, una testa di cavallo sasanide, prestata eccezionalmente dal Louvre di Parigi.
Dall’Institut du Monde Arabe di Parigi, partner dell’iniziativa, proviene un cavallino scolpito su un frammento di giara scoperto a Susa, in Iran occidentale, che scalpita su un fregio ornamentale di memoria classica.

Importanti le opere in arrivo dalle collezioni dei musei civici milanesi. La stampa con Teste di cavallo di scuola leonardesca, custodita presso la Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli; una coppia di disegni con Teste di cavallo legate all’iconografia dei Dioscuri, prestati dal Gabinetto dei Disegni del Castello; una Armatura da cavallo dell’Impero ottomano conservata al Mudec, il Museo delle Culture, oltre a un prezioso Manoscritto bolognese della Pharsalia, datato 1373, con illustrazioni attribuite a Nicolò di Giacomo, prestato dalla Biblioteca Trivulziana. E, ancora, un Gian Giacomo Trivulzio a cavallo dalle Raccolte d’arte applicata del Castello, accostato al bronzetto di un Cavallo al passo, di scuola leonardesca, in prestito dalla Cà d’Oro di Venezia.

Restaurati per l’occasione, due esemplari del Museo Poldi Pezzoli, fra cui spicca il Barāki, una testiera per cavallo, di provenienza persiana, con un cartiglio sulla fronte che reca l’iscrizione araba “Il sultano”.
Il percorso contempla un capitolo moderno punteggiato di dieci bronzetti che lo scultore Francesco Messina ha dedicato al tema del cavallo, nel recupero delle fonti di ispirazione classiche.

La mostra, curata dalla storica dell’arte Chiara Gatti, è arricchita da un catalogo bilingue italiano/francese edito da Officina Libraria.

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