Al MAST di Bologna “Dayanita Singh: Museum of machines”

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File Museum, 2012, Archival pigment prints, 30 x 30 cm each, Courtesy of the artist and Frith Street Gallery, London © Dayanita Singh

File Museum, 2012, Archival pigment prints, 30 x 30 cm each, Courtesy of the artist and Frith Street Gallery, London © Dayanita Singh

La Fondazione MAST di Bologna ospita, fino all’ 8 gennaio 2017, una mostra personale di Dayanita Singh, una delle figure più rilevanti della fotografia contemporanea.
Dopo gli esordi nel fotogiornalismo e i numerosi reportage sull’India, realizzati negli anni Novanta per importanti testate internazionali, Singh ha preso le distanze dal linguaggio giornalistico e dalla prospettiva tipicamente coloniale da cui il suo paese è spesso stato ritratto, sviluppando una ricerca fotografica documentaristica e poetica insieme e realizzando progetti e pubblicazioni in cui le immagini si susseguono secondo criteri, displays e ritmi narrativi nuovi.

L’artista indiana ha, infatti, elaborato una forma espositiva molto originale: attraverso una serie di arredi in legno – paraventi, carrelli, tavoli che riprendono il concetto di griglia modernista – costruisce ciò che lei stessa definisce “musei”: strutture mobili, portatili, modulabili, che permettono di conferire al suo lavoro una fisionomia mutevole e un significato sempre nuovo. In questi “musei”, attraverso un racconto per immagini privo di parole, Dayanita Singh rielabora storia personale e storia collettiva, vita privata e vita pubblica, presenza e assenza, realtà e sogno, trasformandoli in un insieme frammentario ma pervaso da un profondo sentimento di umanità, dall’interesse e dal rispetto per tutto ciò che la circonda: persone, ambienti sociali, oggetti, archivi, macchine.

La mostra, curata da Urs Stahel, propone circa 300 fotografie articolate in serie – oltre a Museum of Machines, anche Museum of Industrial Kitchen, Office Museum, Museum of Printing Machines, Museum of Men e File Museum, e alcune altre opere – che raccontano il lavoro e la produzione, la vita, la sua gestione quotidiana e la sua archiviazione.

In mostra anche due proiezioni di altre immagini di Dayanita Singh, Archives e Factories, dedicate rispettivamente agli archivi e alle fabbriche, e l’installazione del Museum of Chance.

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