Le fotografie di Vivian Maier in mostra all’Arengario di Monza

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Vivian Maier, 1978, 30X40cm (11x14 inch.) © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

Vivian Maier, 1978, 30X40cm (11×14 inch.) © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

L’Arengario di Monza ospita, dall’ 8 ottobre 2016 all’ 8 gennaio 2017 (prorogata fino al 29 gennaio 2017),  la mostra ” Vivian Maier. Nelle sue mani“, curata da Anne Morin.
L’esposizione presenta oltre 100 immagini – in bianco e nero e a colori, oltre che da pellicole super 8 mm – dell’artista newyorkese, tra le maggiori esponenti della street photography.

Con uno spirito curioso e una particolare attenzione ai dettagli, Vivian Maier ritrae le strade di New York e Chicago, i suoi abitanti, i bambini, gli animali, gli oggetti abbandonati, i graffiti, i giornali e tutto ciò che le scorre davanti agli occhi. Il suo lavoro mostra il bisogno di salvare la “realtà” delle cose trovate nei bidoni della spazzatura o buttate sul marciapiede. Pur lavorando nei quartieri borghesi, dai suoi scatti emerge un certo fascino verso ciò che è lasciato da parte, essere umano o no, e un’affinità emotiva nei confronti di chi lotta per rimanere a galla.

All’Arengario non mancano i celebri autoritratti in cui il suo sguardo severo riflette negli specchi, nelle vetrine e la sua lunga ombra invade l’obiettivo.
L’esposizione offre quindi, la possibilità di scoprire una straordinaria fotografa che con le sue immagini profonde e mai banali racconta uno spaccato originale sulla vita americana della seconda metà del Ventesimo Secolo.

Per tutta la durata della mostra una serie di incontri ed eventi gratuiti, a cura di Piero Pozzi – fotografo e docente di fotografia presso il Politecnico di Milano, Facoltà del Design – permetteranno ai visitatori di approfondire l’opera di Vivian Maier e la storia della fotografia.

La mostra è promossa dal Comune di Monza ed è prodotta e organizzata da ViDi, in collaborazione con diChroma Chroma photography, John Maloof Collection, Howard Greenberg Gallery, New York.

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