Rubens e la nascita del Barocco in mostra a Palazzo Reale di Milano

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Pietro Paolo Rubens, Ritratto della figlia Clara Serena, 1615 - 1616, Olio su tela applicata su tavola, 33x26,3 cm., Vienna, Palazzo Liechtenstein - The Princely Collections

Pietro Paolo Rubens, Ritratto della figlia Clara Serena, 1615 – 1616, Olio su tela applicata su tavola, 33×26,3 cm., Vienna, Palazzo Liechtenstein – The Princely Collections

Nei saloni nobili di Palazzo Reale a Milano, dal 26 ottobre 2016 al 26 febbraio 2017, è aperta al pubblico la mostra “Pietro Paolo Rubens e la nascita del Barocco“, a cura di Anna Lo Bianco.

«Dopo la straordinaria anteprima delle scorse feste natalizie, che ha offerto al pubblico l’opportunità di ammirare a Palazzo Marino l’’Adorazione dei pastori’, questa mostra – afferma l’assessore alla cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno – offre una visione di Rubens dall’orizzonte ampio, capace di contenere in sé la parabola di sviluppo della sua poetica passando attraverso le influenze classiche, il rapporto con l’arte italiana, la relazione con alcuni artisti suoi contemporanei conosciuti durante i suoi soggiorni nel nostro Paese. Un progetto artistico importante – continua Del Corno –  per consentire a tutti di ammirare da vicino l’opera di un grande artista di tutti i tempi, ma anche un’operazione culturale di riscoperta della centralità dell’Italia nello sviluppo della storia dell’arte».

L’Italia è fondamentale per Rubens, così come Rubens per l’Italia: a lui si devono i primi segnali della nascita del Barocco che si diffonde in espressioni altissime in ogni regione. Un’ influenza che la critica gli riconosce ed esalta al punto che Bernard Berenson ama definirlo “un pittore italiano”.
I suoi rapporti con Genova, Mantova, Venezia e la sua vicenda romana ci permettono di ricostruire il filo che lo lega così profondamente alla cultura italiana, che resterà il tratto d’identità per tutta la sua produzione successiva.
Ed è appunto questo il leit motiv della mostra, che mette in evidenza i rapporti di Rubens con l’arte antica e la statuaria classica e la sua attenzione verso i grandi maestri del Rinascimento come Tintoretto e Correggio, e soprattutto fa conoscere la straordinaria influenza esercitata dal grande Maestro sugli artisti italiani più giovani, protagonisti del Barocco, come Pietro da Cortona, Bernini, Lanfranco, fino a Luca Giordano.

In mostra un gruppo di opere esemplificativo di questi temi, con confronti tra dipinti di Rubens, sculture antiche, opere di alcuni grandi protagonisti del Cinquecento e di artisti barocchi: un corpus di oltre 70 opere, di cui 40 del grande maestro fiammingo, riunito grazie a prestiti internazionali da alcune delle più grandi collezioni del mondo come quelle del Museo Nazionale del Prado, dell’Hermitage di San Pietroburgo, della Gemäldegalerie di Berlino e del Principe del Liechtenstein, e a prestiti di numerose collezioni italiane, tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma, i Musei Capitolini, la Galleria Borghese, la Galleria degli Uffizi e la Galleria Palatina di Firenze, il Museo di Palazzo Ducale di Mantova,  la Galleria di Palazzo Spinola di Genova, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

L’evento espositivo, patrocinato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e promosso e prodotto dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e Civita Mostre, è accompagnato da un catalogo pubblicato da Marsilio Editori.

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