L’Impressionismo di Zandomeneghi in mostra a Palazzo Zabarella di Padova

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Federico Zandomeneghi, Bambina dai capelli rossi, olio su tela, cm. 38,8x46,3, Collezione privata

Federico Zandomeneghi, Bambina dai capelli rossi, olio su tela, cm. 38,8×46,3, Collezione privata

Ricostruisce la vicenda artistica del maestro veneziano Federico Zandomeneghi (1841–1917), ad un secolo dalla sua scomparsa, la mostra che dal primo ottobre 2016 al 29 gennaio 2017 è aperta al pubblico a Palazzo Zabarella di Padova.

L’esposizione presenta cento opere tra dipinti a olio e pastelli, provenienti dalle più importanti e prestigiose istituzioni pubbliche e da raccolte private italiane, inglesi, francesi e svizzere, che ripercorrono la straordinaria carriera di Zandomeneghi, testimone e protagonista principale del passaggio da un realismo impegnato, con quadri di denuncia sociale, a una pittura che ha saputo interpretare in maniera molto personale le novità dell’Impressionismo.

«Dopo le due grandi mostre dedicate nel 2005 a Boldini e nel 2013 a De Nittis – afferma Federico Bano, presidente della Fondazione Bano – era giunto il momento per Palazzo Zabarella, proprio in coincidenza con il centenario della morte avvenuta nel 1917 e il ventesimo anniversario di attività della Fondazione Bano, di realizzare una rassegna sul terzo degli italiani a Parigi, il veneziano Federico Zandomeneghi che, più degli altri due, ha saputo inserirsi nel clima sperimentale della capitale francese. Zandò, come veniva familiarmente chiamato dai suoi amici francesi, fu il solo italiano a fare parte del gruppo, partecipando alle loro mostre alternative a quelle dei Salon ufficiali. Anche l’intransigente Roberto Longhi, gli riconosceva il merito di essere l’unico degli italiani a poter essere inserito tra gli Impressionisti».

La mostra, curata da Francesca Dini e Fernando Mazzocca, è promossa dalla Fondazione Bano ed è accompagnata da un catalogo pubblicato da Marsilio editori.

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