Firenze | Donatello e Verrocchio. Capolavori riscoperti

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San Lorenzo di DonatelloAl Museo dell’Opera del Duomo di Firenze dal 20 ottobre 2016 è aperta al pubblico la mostra “ Donatello e Verrocchio. Capolavori riscoperti”.

L’esposizione presenta il busto in terracotta raffigurante San Lorenzo, recentemente riconosciuto come opera di Donatello, e un rilievo sempre in terracotta, con Decollazione di San Giovanni Battista, che ha lo stesso soggetto, dimensioni e composizione sia figurale che prospettico-architettonica della scena commissionata ad Andrea del Verrocchio per lo straordinario Altare d’argento conservato nel Museo dell’Opera del Duomo.
Entrambe le opere, che appartengono alla Collezione di Peter Silverman e Kathleen Onorato, gettano luce su importanti capolavori conservati nel Museo e permettono di individuarne il rapporto con altre realizzazioni e artisti del XV secolo.

A Francesco Caglioti, studioso ed esperto di Donatello, si deve la riscoperta del busto di San Lorenzo e la ricostruzione della sua avventurosa vicenda. Ideato e modellato da Donatello verosimilmente intorno al 1440, il San Lorenzo era destinato al timpano della porta maggiore della pieve a lui intitolata di Borgo San Lorenzo. Per secoli rimarrà sul portale della chiesa fino a che, nel 1888, l’antiquario Stefano Bardini riuscirà ad acquistarlo, sostituendo l’originale con una copia ancora in situ. L’anno dopo Bardini lo venderà al principe Giovanni II di Liechtenstein che lo terrà nel palazzo di famiglia a Rossau, presso Vienna, fino alla sua morte nel 1929. Settanta anni dopo, nel 2003, gli eredi del principe metteranno in asta il San Lorenzo come “opera ottocentesca”.  Ad acquistarla saranno i coniugi Silverman, noti collezionisti di disegni, sculture e dipinti dal 1400 al 1800. Negli anni successivi, rimossa la ridipintura ottocentesca, l’attribuzione al grande Donatello.

Molto più diretto il rapporto tra il rilievo in terracotta con Decollazione del Battista attribuito al Verrocchio e un’opera simbolo del patrimonio del Museo dell’Opera del Duomo, l’Altare d’argento, realizzato tra il 1366-1483 per il Battistero di Firenze, da più artisti, tra cui, il Verrocchio stesso e Antonio del Pollaiolo, esponenti della scultura fiorentina dell’epoca e grandi rivali tra di loro. Il rilievo Silverman, trafugato durante la seconda guerra mondiale dai nazisti per il museo di Hitler a Linz, si presenta oggi mancante di quasi tre delle sette figure originarie: il carnefice, lo sgherro con la mazza, il San Giovanni Battista. L’esposizione al Museo dell’Opera del Duomo, accanto all’Altare in argento, è un’importante occasione di studio e di confronto per capire se il rilievo Silverman sia uno dei modelli preparatori della scena con Decollazione del Battista dell’Altare in argento e se ci fu l’intervento di altri artisti associati alla bottega del Verrocchio in quegli anni, in primis Leonardo da Vinci, la cui attività come scultore, è stata collegata al lavoro del Verrocchio per l’Altare.

La mostra, che potrà essere visitata fino al fino al 26 febbraio 2017, è accompagnata da un catalogo con testi di Timothy Verdon e Alessandro Vezzosi per le edizioni Mandragora.

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