“Sandro Chia. Il Viandante”, mostra al CIAC di Foligno

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Sandro Chia, Senza titolo, 2003, olio su tela, 110 x 110 cm, Courtesy Galleria Mazzoli, Modena

Sandro Chia, Senza titolo, 2003, olio su tela, 110 x 110 cm, Courtesy Galleria Mazzoli, Modena

Circa 50 opere, in gran numero recenti ed inedite, dell’artista toscano Sandro Chia sono esposte, dal 14 ottobre 2016 al 29 gennaio 2017, al CIAC Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno (PG).

Accanto a undici grandi tele realizzate tra il 1998 e il 2003, prestate dalla Galleria Mazzoli di Modena, con le caratteristiche grandi figure umane di Chia che emergono da sfondi coloratissimi di forme geometriche o di pennellate ricche e dense, troviamo un gruppo di dieci tele recenti, con al centro uomini e donne di grande felicità espressiva, su sfondi dove dominano gli azzurri, i verdi e i blu, e paesaggi delicati e poetici. Sono, inoltre, esposte una ventina di opere su carta eseguite con tecnica mista, realizzate tra il 2012 e il 2014, schizzi di figure umane, dove Sandro Chia studia il movimento, inserendole in sfondi colorati di grande suggestione. Completano il percorso altri lavori recenti del Maestro.

«L’immagine di un  viandante – afferma Sandro Chia – è il mio tema preferito, una figura che incede tra cielo e terra, contornato dal paesaggio, possibilmente accompagnato da animali domestici. Il viandante è per me il tema più fecondo, più ricco di conseguenze pittoriche ed ideali. In fondo dipingere – continua Chia – significa questo, significa pedinare a distanza un soggetto, braccare un’immagine, seguirne le tracce, scoprire le tracce, cancellare le tracce. Significa dimenticare se stessi nel paesaggio del quadro appena abbozzato, diventare lo specchio dell’immagine e quasi per caso,  inavvertitamente, entrare nel quadro. Pochi passi dentro il quadro e il quadro diventa il teatro dell’auto seduzione, pochi passi dentro il quadro e il quadro si trasforma in autoritratto. Ancora un passo o due e si esce dal quadro lasciandovi l’immagine, l’ombra, il corpo astrale».

La mostra è curata da Italo Tomassoni.

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