Milano, storia di una rinascita. Dai bombardamenti alla ricostruzione

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Milano, 1948, lavori di rifacimento e copertura della Galleria Vittorio Emanuele II

Milano, 1948, lavori di rifacimento e copertura della Galleria Vittorio Emanuele II

Documenta un periodo cruciale per la storia recente di Milano, tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e gli anni della ricostruzione, la mostra che, allestita nelle sale di  Palazzo Morando, nel capoluogo lombardo, resterà aperta al pubblico dal 10 novembre 2016 al 12 febbraio 2017.

L’esposizione, dal titolo “Milano, storia di una rinascita. 1943–1953 dai bombardamenti alla ricostruzione”, presenta 170 immagini d’epoca, video, documenti, reperti bellici e altro.
La mostra si apre con i grandi bombardamenti del 1943, quando Milano diviene oggetto di ripetuti attacchi che ne segnano per sempre il profilo. Una mappa con i luoghi colpiti dai raid è il fulcro di una narrazione condotta attraverso immagini d’epoca, cimeli e reperti bellici (dalle maschere antigas agli ordigni, fino al paracadute “da bengala” usato per illuminare a giorno la città prima dell’attacco) in grado di restituire la situazione dei diversi quartieri cittadini e i luoghi più rappresentativi colpiti dalle bombe, dal Duomo a Palazzo Reale, passando per il Cenacolo Vinciano.

Una pagina dolorosa per Milano, riassunta anche in una sezione video dove accanto ai filmati originali delle incursioni aeree si affianca la testimonianza del trionfale concerto di riapertura della Scala, diretto da Arturo Toscanini nel maggio 1946, a simboleggiare il ritorno alla normalità.

L’esposizione prosegue con il racconto di alcuni aspetti della quotidianità in tempo di guerra, ricostruendo la complessità ma anche la ricchezza delle relazioni sociali tessute in un momento difficile e drammatico, passando dal dramma degli sfollati agli episodi di solidarietà vissuti nelle mense collettive, fino alla documentazione di una economia spontanea basata sul mercato nero.

È inoltre proposto un importante approfondimento sulla presenza del regime in città, attraverso i luoghi del Fascismo: l’Albergo Diana, l’Albergo Regina, Villa Triste, Piazzale Loreto.

Terminato il focus sul periodo bellico, la rassegna accompagna il visitatore alla scoperta degli anni ricchi di fermento ma non meno traumatici della ricostruzione, passata, purtroppo, anche attraverso la distruzione di edifici storici e di pregio. È il caso del vecchio Palazzo Trivulzio, di Palazzo Visconti sul Naviglio, di Palazzo Pertusati Gropallo, del Teatro Manzoni di piazza S. Fedele e di molti altri luoghi ormai dimenticati.

La mostra intende, quindi, testimoniare come una nuova città sia risorta – dal punto di vista architettonico e urbanistico – e come abbia preso forma una cittadinanza nuova: con interessi, sogni e visioni completamente diversi rispetto al passato. E così, mentre sorgono nuovi quartieri, come il QT8, e nuovi edifici inseriti nel contesto del centro cittadino su progetti degli architetti Moretti, Figini, Pollini, Bottoni, Portaluppi e lo studio BBPR, compare in piazza San Babila la prima cabina telefonica installata in Italia, si afferma la grande scuola del design e Palazzo Reale ospita nel 1953 la mostra monografica dedicata a Pablo Picasso.

L’esposizione, curata da Stefano Galli, è accompagnata da un ciclo di conferenze, che si svolgeranno a Palazzo Morando.

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