Antonio Mancini. Genio ribelle dell’Ottocento italiano

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Antonio Mancini, Acque Basse, 1874 Olio su tela, 80 X 130 cmLa Galleria Bottegantica di Milano ospita, fino al  18 dicembre 2016, una mostra dedicata ad Antonio Mancini (1852-1930), artista dell’Ottocento italiano.
In esposizione 40 opere del pittore romano, provenienti da prestigiose collezioni private italiane ed europee, molte delle quale mai presentante al grande pubblico, che ripercorrono le tappe salienti della sua carriera, dagli esordi napoletani al periodo romano, dai soggiorni a Parigi, Londra e Dublino fino agli anni di Frascati.

La rassegna analizza inoltre i grandi temi affrontati da Antonio Mancini nel corso del suo iter creativo. Questi comprendono non solo i penetranti e noti ritratti di artisti circensi, musicisti di strada e poveri bimbi incontrati nei vicoli di Napoli, ma anche la ritrattistica ufficiale eseguita dietro commissione di alcuni dei più illustri esponenti della società internazionale del tempo, come pure i suoi intimi autoritratti che riflettono sia la giovanile agitazione interiore sia la serenità d’animo raggiunta nella tarda maturità.

Colorista geniale, Antonio Mancini è noto per i suoi audaci e innovativi metodi di pittura, caratterizzati da un impasto insolitamente spesso, che, soprattutto nella fase matura della sua attività, prevede addirittura l’inclusione di vetro, lana, madreperla e altri materiali liberamente disposti lungo la superficie pittorica.
Nel percorso espositivo s’incontrano lavori appartenenti al periodo napoletano come Lo scolaretto (1872), La figlia del Mugnaio (1872-1873), Acque basse (1874), Paglia rotta (1875), La zingara (1877-1878), Bambina che legge (1878) e le Due bambole (1878), che esaltano la barocca “napoletanità” di Mancini. Dipinti come Ciociara (1885) e Bevo la birra (1888) testimoniano invece il progressivo schiarimento delle tinte e l’alleggerimento della costruzione chiaroscurale messi in atto da Antonio Mancini durante gli anni romani, cui si aggiungerà, successivamente, un impasto cromatico sempre più spesso.

La mostra, curata da Enzo Savoia e Stefano Bosi, è patrocinata dalla Commissione Europea, dalla Città metropolitana di Milano e dal Comune di Milano.

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