Futurballa, Giacomo Balla in mostra ad Alba alla Fondazione Ferrero

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Giacomo Balla, Velocità astratta + rumore, 1913 - 14, olio su tavola, 54,5 x 76,5 cm compresa la cornice dipinta dall’artista, Venezia, Collezione Peggy Guggenheim, (Fondazione Solomon R. Guggenheim, New York) © Collezione Peggy Guggenheim, Venezia. Photograph by David Heald

Giacomo Balla, Velocità astratta + rumore, 1913 – 14, olio su tavola, 54,5 x 76,5 cm compresa la cornice dipinta dall’artista, Venezia, Collezione Peggy Guggenheim, (Fondazione Solomon R. Guggenheim, New York) © Collezione Peggy Guggenheim, Venezia. Photograph by David Heald

Rende omaggio a Giacomo Balla (Torino 1871 – Roma 1958) la mostra allestita presso la Fondazione Piera Pietro e Giovanni Ferrero, ad Alba, e aperta al pubblico fino al 27 febbraio 2017.

L’esposizione, a cura di Ester Coen, è articolata in sezioni tematiche: il realismo sociale e la tecnica divisionista; le compenetrazioni iridescenti e gli studi sulla percezione della luce; l’analisi del movimento e il futurismo.

Nelle opere che seguono il primo apprendistato torinese, lo sguardo penetra la realtà dolorosa e crudele delle classi ai bordi della società. Un ampio numero di opere documenterà questa fase – tra fine Ottocento e primi Novecento – durante la quale, in parallelo a temi tra sofferenza e alienazione, l’artista svilupperà un’altissima sensibilità tecnica, le cui origini affondano nel Divisionismo piemontese. La pennellata ricca di filamenti luminosi, il forte contrasto tra chiari e scuri, la scelta di tagli prospettici audaci ed estremi rappresenterà per i futuri aderenti al Manifesto del Futurismo un modello unico e straordinario da seguire.

La mostra evidenzia poi l’adesione alla poetica del Futurismo. Dal Realismo dei primi dipinti si assisterà alla trasposizione dei precedenti principi compositivi nella materia dinamica e astratta delle Compenetrazioni iridescenti a larghi tasselli cromatici, alla ricomposizione della nuova realtà in movimento nelle Linee di velocità. In un progressivo avvicinamento ai segni matematici puri (verticale, diagonale, spirale), il linguaggio di Balla scopre nuove categorie della rappresentazione nei suoi parametri primari, nell’amplificazione del fenomeno fisico, isolato, sezionato e inquadrato in tutta la sua verità di materia vibratile.

Le opere in mostra appartengono a prestigiose collezioni pubbliche e private, italiane ed estere. Tra esse è possibile ammirare capolavori come: il Polittico dei viventi, nella sua completezza, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e dall’Accademia di San Luca di Roma; La mano del violinista, dalla Estorick Collection di Londra; la Bambina che corre sul balcone, dal Museo del Novecento di Milano; il Dinamismo di un cane al guinzaglio, dalla Albright-Knox Art Gallery di Buffalo; il Volo di rondini, del Museum of Modern Art di New York; la Velocità astratta + rumore, in prestito dalla Peggy Guggenheim Collection di Venezia, che sarà accostata alla Velocità astratta. L’auto è passata, della Tate Modern di Londra, e ancora un’Automobile in corsa, proveniente da The Israel Museum of Gerusalemme.

La mostra è stata realizzata dalla Fondazione Ferrero in collaborazione della GAM di Torino e della Soprintendenza Belle Arti del Piemonte.

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