Klimt, Giuditta II in mostra al Centro Culturale Candiani di Mestre

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Gustav Klimt (Baumgarten, Austria, 1862 – Vienna, 1918), Giuditta II, 1909, Olio su tela, Ca Pesaro - Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Fondazione Musei Civici di Venezia

Gustav Klimt (Baumgarten, Austria, 1862 – Vienna, 1918), Giuditta II, 1909, Olio su tela, Ca Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Fondazione Musei Civici di Venezia

È incentrata attorno a uno dei personaggi più affascinanti della tradizione biblica, quello di Giuditta, la mostra “Attorno a Klimt. Giuditta, eroismo e seduzione“, aperta al pubblico dal 14 dicembre 2016 al 5 marzo 2017 a Mestre, presso il Centro Culturale Candiani.
In esposizione oltre ottanta opere provenienti dalle collezioni della Fondazione Musei Civici di Venezia (Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Museo Correr, Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano, Museo Fortuny, Museo di Palazzo Mocenigo), da alcuni musei come il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e da varie collezioni private nazionali e internazionali.

Fulcro della mostra è rappresentato dal capolavoro di Gustav Klimt Giuditta II (Salomè), che giunge per l’occasione da Ca’ Pesaro.
Intorno a questa potente icona del XX secolo, realizzata dal grande artista viennese nel 1909, si articolano una serie di suggestioni tra antico e contemporaneo che, dalla figura biblica di Giuditta e dalla sua fortuna artistica tra Cinque e Seicento, arriveranno al Simbolismo ottocentesco e al clima della Secessione Viennese, fino all’interpretazione che il padre della psicanalisi, Sigmund Freud, ne diede nel 1917 con Il tabù della verginità.

Nel percorso espositivo troviamo preziose bibbie e placchette bronzee cinquecentesche; raffinati oggetti d’arte di manifattura francese e veneziana con la raffigurazione dell’eroina giudea; incisioni e acqueforti del ‘600 e ‘700 olandesi e italiane; dipinti di varie epoche tra cui due bellissimi Amigoni e un intenso Felice Carena, fino alla ricercata teatralità o all’ironia contemporanea con i lavori di Rocco Normanno, Giuseppe Zanoni e Sarah Lucas.
La mostra affronta temi potenti come il rapporto tra uomo e donna e tra Eros e Thanatos, ma anche gli stereotipi femminili e il difficile cammino verso l’emancipazione, prendendo spunto anche da altre figure mitologiche e icone femminili: Leda e il Cigno, Vanitas, Salomè, Danae, le Sfingi.

Sono i grandi Felicien Rops, Edvard Munch, Félix Édouard Valotton, Jules Van Biesbroeck, Gaetano Previati, Mariano Fortuny, Egon Schiele, Vittorio Zecchin, Luigi Bonazza ad accompagnare il pubblico in questo universo intriso di bellezza e di sogno, di passione e mistero, di oltraggi e di vendette, di coraggio e seduzione.

In mostra anche il video Giuditta: metamorfosi sullo schermo, realizzato da un team di ricercatori dell’Università degli Studi di Padova, coordinato dal prof. Gian Piero Brunetta, in cui sono montati insieme brani delle più celebri ‘Dive’ passate sul grande schermo nei primi vent’anni del secolo scorso.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Linea d’Acqua (Venezia, 2016), che raccoglie interventi di Gabriella Belli, Flavio Caroli, Gian Piero Brunetta, Elisabetta Barisoni, Elena Marchetti e Matteo Piccolo.

Tra le attività collaterali in programma si segnalano tre incontri di approfondimento tra gennaio e marzo su particolari temi della mostra, con Gabriella Belli (19 gennaio), Vittorio Pajusco (16 febbraio) e Flavio Caroli (3 marzo).

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