La tutela tricolore, mostra alle Gallerie degli Uffizi di Firenze

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Hans Memling (Seligenstadt 1430/1440 – Bruges 1494), Ritratto di uomo con lettera, 1475 circa, olio su tavola; cm 35 × 26, Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture

Hans Memling (Seligenstadt 1430/1440 – Bruges 1494), Ritratto di uomo con lettera, 1475 circa, olio su tavola; cm 35 × 26, Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture

Nell’Aula Magliabechiana delle Gallerie degli Uffizi di Firenze, dal 20 dicembre 2016 al 14 febbraio 2017, verrà aperta al pubblico la mostra “La tutela tricolore. I custodi dell’identità culturale”, curata da Eike D. Schmidt con Fabrizio Paolucci, Daniela Parenti e Francesca De Luca.
L’esposizione narra gli avvenimenti storici che hanno coinvolto, e troppo spesso ferito, il nostro patrimonio culturale dalla Seconda Guerra mondiale ai nostri giorni, ma anche le azioni legislative e istituzionali che hanno il compito di proteggerlo e custodirlo per le future generazioni.

La mostra si articola in otto sezioni che rendono conto dei crimini contro il nostro patrimonio – da quelli di guerra a quelli terroristici, fino ai furti con scopo di lucro e agli scavi clandestini con conseguenti esportazioni illecite – e dell’opera meritoria del Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri.

La prima sezione, Il crimine contro l’arte, racconta come gli Uffizi siano stati oggetto di un attacco terroristico di stampo mafioso il 27 maggio 1993, con alcune opere distrutte ed altre scampate dall’oltraggioso delitto.

L’azione di Rodolfo Siviero e la sua eredità è il titolo della seconda sezione, dove si narra il salvataggio delle opere delle Gallerie di Firenze, trafugate nel corso dell’ultimo conflitto mondiale. Molte di esse furono recuperate grazie all’attività dell’allora ministro plenipotenziario Siviero, che su nomina di De Gasperi nel 1946 diresse una missione diplomatica presso il governo tedesco allo scopo di ottenere il riconoscimento di un principio di legittima restituzione delle opere italiane.

Nella terza sezione, Beni archeologici e diplomazia culturale, è esposta una serie di preziosi recuperi archeologici, per lo più provenienti da scavi clandestini e poi usciti illecitamente dall’Italia.

I Carabinieri dell’arte a grandi passi verso i primi cinquant’anni è il titolo della quarta sezione. Una rassegna cronologica di recuperi di dipinti, reperti archeologici ed altri oggetti di varia provenienza, che illustra il cammino del Comando Tutela Patrimonio Culturale vicino al compimento dei cinquant’anni.
Una menzione particolare meritano le opere ancora mai viste in Italia, rientrate dai quattro angoli del mondo appena in tempo per essere esposte nella sezione di chiusura L’attività continua.

Con la quinta sezione, Scoperte fortuite: l’etica del cittadino, la mostra vuole raccontare anche i comportamenti virtuosi e rispettosi della legge messi in atto da alcuni cittadini che si sono inaspettatamente ritrovati ad essere protagonisti di ritrovamenti.

La globalizzazione del crimine è il titolo della sesta sezione, che espone le Oreficerie Castellani rubate dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia il 30 marzo 2013 e che sono state fortunatamente recuperate grazie alle indagini e agli interventi dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

Non poteva poi mancare uno sguardo sul mondo: sulle guerre che devastano patrimoni artistici che appartengono all’umanità intera, sull’accanimento del terrorismo contro i simboli di antiche civiltà, sulle calamità che continuamente mettono in pericolo edifici e oggetti. Per questo si è scelto di esporre la stele funeraria di Palmira, che assurge a simbolo delle guerre in corso, e l’Adorazione dei Pastori del pittore Dono Doni di Assisi della Pinacoteca Civica di Bettona che il terremoto dello scorso ottobre ha danneggiato gravemente, ma le cui “ferite” sono state subito cancellate grazie all’intervento dell’organizzazione della mostra che ne ha finanziato il restauro.

La mostra, posta sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, l’Arma dei Carabinieri, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, le Gallerie degli Uffizi, Firenze Musei, la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, Open Group, e l’Associazione First Social Life. Accompagna l’esposizione un catalogo edito da Sillabe.

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