Dalì, la Divina Commedia arriva in Puglia con una mostra in tre sedi

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Dalì, ParadisoTre città pugliesi ospitano la mostra “ Dalì. La Divina Commedia”.
In esposizione 100 xilografie del grande maestro spagnolo che permettono al pubblico di ripercorrere il viaggio di Dante nei tre regni ultraterreni: l’Inferno a Palazzo de’ Mari di Acquaviva delle Fonti; il Purgatorio al Castello Caracciolo di Sammichele di Bari; il Paradiso nella Chiesa di Sant’Oronzo a Turi.

L’esposizione, aperta al pubblico fino al 5 marzo 2017, prende il nome dall’omonima serie di xilografie nate dal genio dell’estroso artista e ispirate al capolavoro dantesco.
Composta da cento opere a colori, firmate, numerate e pubblicate da Les Heures Claires a Parigi nel 1960, “La Divina Commedia” riunisce trentatre trittici, ognuno dei quali è composto di tre tavole riferite rispettivamente al Paradiso, al Purgatorio e all’Inferno danteschi.

Dalì creò questi capolavori nel suo periodo illustrativo migliore e lavorò per quasi nove anni alla realizzazione dei cento acquerelli. In seguito all’esposizione al Musée Galliera di Parigi nel 1960, furono trasposti in altrettante xilografie, dopo quattro anni di assiduo lavoro con il maestro stampatore Raymond Jacquet. Il risultato è eccellente, sia dal punto di vista tecnico che artistico.
Il soggetto della Divina Commedia, illustrato in precedenza da Botticelli, Blake, Bocklin e Doré, diventa per Dalì un viaggio nella memoria della sua poliedrica sperimentazione e rappresenta una summa della propria arte.
Il maestro spagnolo ha raggruppato qui vari aspetti della sua ricerca stilistica, dalla cosiddetta “estetica del molle” alla curiosità verso i miti classici, dall’interesse per la costruzione michelangiolesca delle figure al gusto per l’incisione circolare che dona loro una forma dinamica. Nell’uso del colore ci si trova davanti ad una vera e propria antologia di modi, dal tratto fragile e guizzante all’uso plastico, come nei panneggi pesanti e materici. Come nella Divina Commedia anche nell’opera di Dalì si respira un’atmosfera di grandezza, di ostentazione consapevole del sublime.

Affiancano la mostra numerose attività collaterali, tra cui visite guidate e laboratori didattici rivolti ai più piccoli con l’obiettivo di far conoscere il linguaggio espressivo di Dalì.

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