Cineteca 70, i film della storia del cinema. I primi appuntamenti

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L’amico di famiglia - Cineteca 70Da gennaio a dicembre 2017 si svolgerà Cineteca 70, l’evento celebrativo per i primi 70 anni di Fondazione Cineteca Italiana (1947 – 2017), la Cineteca fondata da Luigi Comencini e Alberto Lattuada nel 1947.

Sono in programma, presso lo Spazio Oberdan di Milano 70 film della storia del cinema, di epoche diverse, in più sezioni tematiche, tutti provenienti dall’archivio della Cineteca, tutti proiettati in copie in pellicola 35mm.

Tredici i film di questo mese di gennaio: un capolavoro del periodo muto come L’uomo che ride (Paul leni, 1928), con accompagnamento musicale dal vivo; i classici Giulietta degli spiriti (Federico Fellini, 1965), Diario di una sconosciuta (Max Ophüls, 1948), L’uomo del banco dei pegni (Sidney Lumet, 1964), Mouchette (Robert Bresson, 1967); e una serie di film meno celebri ma per diversi motivi molto interessanti e in qualche caso assai rari e firmati da grandi autori come A porte chiuse (Dino Risi, 1960), La mano dello straniero (Mario Soldati, 1953), Parigi è sempre Parigi (Luciano Emmer, 1951), Napoletani a Milano (Eduardo De Filippo, 1953), Il sorriso del grande tentatore (Damiano Damiani, 1974), I giorni dell’ira (Tonino Valerii, 1967), L’amico di famiglia (Paolo Sorrentino, 2006), Sette note in nero (Lucio Fulci, 1977).
Inoltre, fino al 15 febbraio 2017 le più belle foto realizzate da Luigi Comencini, sono esposte nel foyer di Spazio Oberdan in occasione del centenario della sua nascita (1916) e come evento inaugurale di Cineteca 70.

Comencini, prima di dedicarsi professionalmente al cinema, è stato fotoreporter e critico di cinema per Domus, Casabella, Corrente, Tempo Illustrato, l’Avanti.

In esposizione i 52 scatti in bianco e nero recuperati grazie alla donazione di 2 album originali da un erede di Ferdinando Ballo, che fu tra i soci fondatori della Cineteca.
Scattate prevalentemente nella campagna lombarda e collocabili tra il 1945 e il 1948 e ristampate in alta definizione, queste immagini dal sapore neorealista raccontano senza retorica, con discrezione e rispetto verso i soggetti ripresi, un mondo scomparso, una geografia dei luoghi del quotidiano e dei mestieri, ed esprimono l’empatia del futuro regista verso i personaggi, specialmente quelli più semplici e indifesi e i prediletti bambini, che ritroveremo più tardi nel suo cinema.

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