Giovanni Allevi, riparte il tour dall’Obihall di Firenze

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Giovanni Allevi © Fabio LovinoContinuano i festeggiamenti per i 25 anni di attività live di Giovanni Allevi. Dopo l’uscita del libro “Vi porterò con me“, edito da Rai-Eri, con immagini e pensieri che descrivono questi anni di musica on stage, e dopo i concerti di Catania e Napoli, il compositore riparte con una doppia tournée che lo porta giovedì 5 gennaio 2017 all’Obihall di Firenze.

In questo “Celebration Symphonic Tour” l’artista si esibirà nel triplice ruolo di compositore, pianista e direttore d’orchestra, alla guida dell’Orchestra Sinfonica Italiana ed eseguirà quei brani che lo hanno reso uno degli autori contemporanei più amati a livello internazionale.

Dopo il grande successo del precedente tour sinfonico con Coro e Orchestra, questa volta, Giovanni Allevi, oltre alle proprie composizioni, dirigerà dal podio eterni capolavori di Čajkovskij, Puccini e Rossini.

Tra gli appuntamenti del “Celebration Symphonic Tour” non poteva mancare Napoli, città nella quale l’artista tenne il suo primo concerto nel 1991 e dove è tornato a metà dicembre.

A Firenze Giovanni Allevi sarà accompagnato sul palco dall’Orchestra Sinfonica Italiana, composta di oltre 40 professori provenienti da storiche e prestigiose orchestre nazionali, tra cui quella del Maggio Musicale Fiorentino.

Parallelamente Giovanni Allevi si esibirà anche con una tournée di pianoforte solo, il “Celebration Piano Tour“, che toccherà diverse città italiane ed europee, tra cui Londra, Zurigo, Dublino e Bruxelles.

Laurea con lode in Filosofia e due diplomi di Conservatorio – in Pianoforte e Composizione – Giovanni Allevi si presenta in jeans e scarpe da tennis, non per rinnovare il “look” del musicista classico ma per sentirsi completamente se stesso: per lui, quello che conta sono le note, tutto il resto è superfluo: “Attraverso la musica – spiega – vedo il mondo con gli occhi di un bambino”.
Enfant terrible capace di annichilire il mondo accademico, Giovanni Allevi è entrato nell’immaginario collettivo delle nuove generazioni, con le quali ha instaurato un rapporto privilegiato, e, come lui afferma, “misterioso”.
Le sue composizioni tratteggiano i canoni di una nuova “Musica Classica Contemporanea”, attraverso un linguaggio colto ed emozionale, che prende le distanze dall’esperienza dodecafonica e minimalista, per affermare una nuova intensità ritmica e melodica europea fondata sulle forme della tradizione classica infuse dei suoni del presente.

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