Al MAST di Bologna la mostra “Lavoro in movimento”

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Pieter Hugo, Permanent Error, 2010, Video installation with 10 monitors, MAST Collection, Courtesy of the artist and Priska Pasquer Gallery, Cologne - Mostra a Bologna

Pieter Hugo, Permanent Error, 2010, Video installation with 10 monitors, MAST Collection, Courtesy of the artist and Priska Pasquer Gallery, Cologne – Mostra a Bologna

La Fondazione MAST di Bologna presenta, dal 25 gennaio al 17 aprile 2017, un progetto espositivo, a cura di Urs Stahel, dedicato all’immagine in movimento con video e installazioni sulle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro e della produzione realizzati da 14 artisti di fama internazionale.

Se finora il racconto dell’industria e del lavoro è passato attraverso un percorso scandito dalla narrazione fotografica, in questa mostra, sono i video a darne una rappresentazione visiva.
Mediante l’interpretazione filmata della realtà, l’occhio della videocamera è in grado di  testimoniare la mutabilità di un mondo in rapida trasformazione, descrivendo in modo immediato e coinvolgente cambiamenti, evoluzioni e rotture.

Le opere di questa mostra ci offrono immagini intense degli ambienti di lavoro e di commercio più diversi: dall’attività artigianale di un singolo individuo alla produzione di massa, dal lavoro umano a quello robotizzato, dalla produzione di energia a quella di beni e servizi high-tech, dallo sviluppo del prodotto alla contrattazione commerciale, dalle sfide di natura legale alle questioni strutturali ed esistenziali legate al sistema finanziario.

«Viviamo in tempi in cui la realtà è una dimensione in movimento – spiega Urs Stahel -, la percepiamo come un insieme di piani paralleli che si affiancano, si susseguono, si sovrappongono. La mostra ne traccia un resoconto visivo attraverso una selezione di video che si configurano come piccole galassie, nelle quali la singola opera ha un valore autonomo ma trova il suo significato soprattutto in relazione alle altre, di cui diventa di volta in volta commento, critica, o tacita risposta. L’intensità spesso toccante, la forza e la ricchezza di queste immagini in movimento restituiscono con forme, meccanismi narrativi e linguaggi visivi diversi, l’evoluzione del mondo del lavoro e della nostra vita».

Le opere in mostra sono di Yuri Ancarani, Gaëlle Boucand, Chen Chieh-jen, Willie Doherty, Harun Farocki / Antje Ehmann, Pieter Hugo, Ali Kazma, Eva Leitolf, Armin Linke, Gabriela Löffel, Ad Nuis, Julika Rudelius e Thomas Vroege.

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