Giovanni Boldini in mostra a Roma al Complesso del Vittoriano

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Giovanni Boldini, Ritratto di Giuseppe Verdi seduto, particolare, 1886, Olio su tela, 122x87 cm, Casa di Riposo per Musicisti-Fondazione Giuseppe Verdi

Giovanni Boldini, Ritratto di Giuseppe Verdi seduto, particolare, 1886, Olio su tela, 122×87 cm, Casa di Riposo per Musicisti-Fondazione Giuseppe Verdi

A Roma, al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini, dal 4 marzo al 16 luglio 2017 è aperta al pubblico la mostra antologica dedicata a Giovanni Boldini (Ferrara, 1842 – Parigi, 1931), a cura di Tiziano Panconi e Sergio Gaddi.

In esposizione oltre 150 opere, fra oli e pastelli tra i più rappresentativi della produzione di Boldini e di altri artisti coevi, oltre a una piccola selezione di disegni su carta e incisioni.

La mostra ricostruisce passo dopo passo il geniale percorso artistico del grande maestro ed è divisa in 4 sezioni: La luce nuova della macchia (1864-1870); La Maison Goupil fra “chic” e “impressione” (1871-1878); La ricerca dell’attimo fuggente (1879-1891); Il ritratto Belle Époque (1892-1924).

La ricerca dell’attimo fuggente è, nelle opere di Boldini, cristallizzata nei colori – a olio, pastello o rapidi tratti di matita – e permane nei secoli rinnovando come una madeleine proustiana il miracolo di riportarci indietro nei giorni incantati della Belle Époque.

Giovanni Boldini non è stato solo uno dei protagonisti di quel periodo ineguagliabile o solo il geniale anticipatore della modernità novecentesca, ma colui che nelle sue opere ha reso ed esaltato la bellezza femminile, svelando l’anima più intima e misteriosa delle nobili dame dell’epoca, per lui “fragili icone”.

Nelle sale del Vittoriano accanto a capolavori assoluti di Giovanni Boldini e noti al pubblico, tra i quali il ritratto di Verdi proveniente dalla Casa di Riposo per Musicisti – Fondazione Giuseppe Verdi di Milano, i ritratti di Emiliana Concha de Ossa, Gabrielle de Rasty, Alice Regnault a cavallo, Mademoiselle de Nemidoff, solo per citarne alcuni, anche i paesaggi naturali, le ambientazioni cittadine, i nudi e le toilette: in ognuno di essi c’è la sua iconica energia e inconfondibile potenza espressiva.

Le opere provengono dai principali musei internazionali quali il Musée d’Orsay di Parigi, l’Alte Nationalgalerie di Berlino, il Musée des Beaux-Arts di Marsiglia, gli Uffizi di Firenze, il Museo Giovanni Boldini di Ferrara e da prestigiose collezioni private.

In mostra, anche, 30 opere di artisti contemporanei a Boldini, quali Cristiano Banti, Vittorio Matteo Corcos, Giuseppe De Nittis, Antonio de La Gandara, Paul-César Helleu, Telemaco Signorini, James Tissot, Ettore Tito, Federigo Zandomeneghi.

“Ospite d’eccezione” al Vittoriano anche il capolavoro simbolo della Belle Époque e della Palermo felicissima: la grande tela dedicata a Donna Franca Florio (1901-1924).

La retrospettiva, sotto l’egida dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) e della Regione Lazio, è organizzata e prodotta dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con l’Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Arthemisia/Skira.

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