Daniele Ranzoni. Lo scapigliato maudit – Mostra alle Gallerie Maspes di Milano

0

 Daniele Ranzoni, Barboncino bianco, 1878-79, olio su tela 37 x 44 cm  Daniele Ranzoni, Barboncino bianco, 1878-79, olio su tela 37 x 44 cmRende omaggio a Daniele Ranzoni (1843-1889), uno dei maggiori esponenti della Scapigliatura, la mostra che, fino al 24 giugno 2017, è aperta al pubblico alle Gallerie Maspes di Milano.

L’esposizione, curata da Annie-Paule Quinsac, presenta 10 tra i suoi più celebri capolavori, provenienti da collezioni private, in grado di ripercorrere alcuni dei temi più caratteristici della sua cifra stilistica.

Daniele Ranzoni, al pari dell’amico Tranquillo Cremona, si rese protagonista di una straordinaria stagione artistica, tutta milanese, idealmente iniziata con il Piccio e proseguita con Luigi Conconi e Virgilio Ripari, e fautrice di un linguaggio pittorico innovativo, svincolato dai modelli accademici, capace di esprimere i cambiamenti sociali e culturali dell’epoca, attraverso una stesura vaporosa, fatta di pennellate sfatte.

Il percorso espositivo prende avvio dal periodo di adesione alla Scapigliatura (La villa del principe Dolgoroncki a Belgirate), per passare a quello trascorso in Inghilterra (In contemplazione; Giovinetta inglese; Barboncino bianco), dove si trasferì tra il 1877 e il 1879, per divenire il pittore della nobiltà terriera e soprattutto della nuova borghesia.

La rassegna prosegue analizzando la ritrattistica, uno dei campi in cui Daniele Ranzoni ha dimostrato eccelse doti pittoriche. Alle Gallerie Maspes sono presenti un’importante selezione di dipinti di donne come il Ritratto della signora Vercesi o il Ritratto della signora Pisani Dossi, moglie di Carlo Dossi, esponente della Scapigliatura milanese, ma anche di bambini (Ritratto del bambino William Morisetti e Ritratto di Aristide Nicó), fatti su commissione dell’alta borghesia.

La mostra si chiude con i capolavori della tarda maturità, come Il ritratto della signora Antonietta di Saint-Léger del 1886, proveniente dalla Collezione Jucker, considerato uno degli ultimi e più intensi ritratti psicologici di Ranzoni e di tutta la ritrattistica dell’800 europeo, in cui la baronessa è colta in un atteggiamento quasi vulnerabile, priva del suo carattere tenace che ne aveva contraddistinto l’esistenza e in cui la pennellata scarna presenta una gamma cromatica risolta con minime variazioni di colore.

Comments are closed.