Federico Seneca . Segno e forma nella pubblicità – Mostra a Perugia

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Anonimo, Ritratto di Federico Seneca nel suo studio con la scultura realizzata per la progettazione del manifesto “Biancheria intima Albene” (1954), foto degli anni Sessanta, 29,8 x 21 cm Collezione privataÈ dedicata a Federico Seneca (1891–1976), uno dei maestri della grafica pubblicitaria del Novecento, la mostra che, dal 12 marzo al 4 giugno 2017, è aperta al pubblico alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia.

L’esposizione, curata da Marta Mazza e da Nicoletta Ossanna Cavadini, presenta oltre 300 pezzi fra manifesti, pieghevoli, locandine, cartoline, illustrazioni di copertina, bozzetti preparatori, insegne, cartelli, libri, riviste, e molto altro, provenienti dal Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso, dalla Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli – Castello Sforzesco di Milano, dal Museo Storico della Perugina di Perugia, dal Museo Ettore Guatelli di Ozzano Taro Collecchio, e da numerose collezioni private, con particolare riferimento a quella degli eredi.

Queste opere sono in grado di raccontare l’intero percorso creativo di Federico Seneca, dal liberty all’art déco a una visione futurista, per giungere, dal dopoguerra in poi, alla modernità con la sintesi grafica delle forme accompagnata da suggestioni tipografiche, un gioco di chiaroscuro e colori vivaci e testimoniano quanto Seneca abbia contribuito a creare un immaginario visivo di un’epoca.
Sono, inoltre, esposti dei bozzetti scultorei in gesso (20×40 cm ca.) che Federico Seneca creava per dare forma alle figure che animavano le sue pubblicità.

La rassegna racconta gli episodi più importanti della sua carriera. Tra questi trova un posto privilegiato il suo forte legame con Perugia, città dove giunse dopo la fine della prima guerra mondiale. Qui, per dodici anni, rivestì il ruolo di responsabile dell’ufficio pubblicità della neocostituita impresa Perugina. È in questo ambito che crea il logotipo disegnato in occasione della creazione dei “BaciPerugina e il concetto grafico dei “cartigli”, i tipici bigliettini che accompagnano il celebre cioccolatino e di cui scrisse alcuni testi.

Gli incarichi per la ditta Perugina si sovrapposero ben presto con quelli della Buitoni di cui divenne, a partire dal 1925, direttore dell’ufficio pubblicità e per la quale studiò la sorprendente ed efficace comunicazione della Pastina glutinata.

Nel 1933 si trasferisce a Milano, a quel tempo vero crocevia di relazioni internazionali nel settore delle arti applicate, della grafica e dell’architettura, dove aprì il proprio studio di pubblicità. Già prima della guerra il suo parco clienti annoverava quali Talmone, Stipel, la prima compagnia telefonica italiana, Rayon, Amaro Felsina Ramazzotti, Cinzano.
Ma è nell’immediato dopoguerra, nel capoluogo lombardo diventato vero e proprio motore della ripresa della nazione, dove nascono e si sviluppano le più innovative aziende del paese, che Federico Seneca riveste un ruolo sempre più da protagonista per la comunicazione dei nuovi prodotti. Ne è un esempio il famoso ‘gatto selvatico’ col quale vince il concorso indetto da Enrico Mattei per pubblicizzare Agipgas, il marchio che reclamizzava il gas liquido presente nel sottosuolo italiano.

Accompagna la mostra un catalogo pubblicato da Silvana Editoriale.

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