Verbania – La donna nella pittura e nella scultura tra Ottocento e Novecento

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Arnaldo Ferraguti, Alla vanga, 1890, olio su tela, cm 280x650 - Mostra a Verbania

Arnaldo Ferraguti, Alla vanga, 1890, olio su tela, cm 280×650 – Mostra a Verbania

I volti e il cuore. La figura femminile da Ranzoni a Sironi e Martini” è il titolo della mostra aperta al pubblico, fino al primo ottobre 2017, al Museo del Paesaggio di Verbania.

L’esposizione, curata da Elena Pontiggia, comprende circa ottanta opere e intende esaminare, attraverso le collezioni del museo, integrate con opere di Mario Sironi della raccolta Isolabella e di Cristina Sironi, sorella dell’artista, il ruolo e la presenza della donna nella pittura e nella scultura dalla fine dell’Ottocento alla prima metà del Novecento.

Il percorso espositivo è diviso in undici sezioni tematiche.
Si parte dai ritratti femminili “dipinti col fiato” di Daniele Ranzoni, maestro della Scapigliatura: sono presentate qui sei opere tra cui due capolavori come Ritratto della principessa Margherita di Savoia, 1869, e Giuseppina Imperatori Orsenigo, 1877.

Prosegue poi con altre sei sezioni iconografiche: I luoghi della vita: la casa, il giardino, la via, la stalla; Gli affetti: l’amore e la maternità; Figure della storia; La religione; Il lavoro; Il nudo.
Spiccano in queste sezioni Cave di Baveno, 1881 di Guido Boggiani; Il convegno, 1918, di Ambrogio Alciati; Madre, 1916, di Mario Tozzi; la Maternità in gesso e L’addio dello spazzacamino, 1898 bronzo di Giulio Branca; Alla Vanga, 1890 e Le lavandaie a Pallanza, 1897 di Arnaldo Ferraguti; L’aratura a Miazzina, 1890, di Achille Tominetti; Nudo femminile, 1930, disegnato sinteticamente da Achille Funi.

La mostra presenta poi una sezione su due donne artiste: la simbolista Sophie Browne (sua l’inquietante Eva, 1898) e Adriana Bisi Fabbri, protagonista nel 1914 del gruppo futurista “Nuove Tendenze” e scomparsa nel 1918 a trentasette anni, di cui è esposta La principessa Pignatelli, 1917.

Seguono infine tre sezioni dedicate a tre maestri del Novecento: Arturo Martini, Mario Tozzi e Mario Sironi.
Di Arturo Martini (Treviso 1889-Milano 1947) sono esposte quattordici figure femminili, tra cui Testa di ragazza, 1921, La scoccombrina, 1928, e un nucleo di figure femminili degli anni Trenta e Quaranta.
Di Mario Tozzi (Fossombrone 1895-Saint Jean-du-Gard 1979) è esposta un’antologia di opere che vanno dal suo impressionismo giovanile (Ritratto della madre, 1915; Nel giardino fiorito, 1920) al suo realismo magico (La toeletta del mattino e Serenità, 1923).
Il tema della donna in Mario Sironi (Sassari 1885-Milano 1961), infine, è indagato attraverso le opere della raccolta di Cristina, sua sorella maggiore. Tra queste Ars et Amor, Cocotte e Figure, 1915-16, Madre che cuce, 1905-6, Nudo con bicchiere.

La mostra termina con la Vittoria Alata, 1935 (cm. 182×250), una delle maggiori testimonianze del Sironi monumentale.

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