L’attesa dei condannati a morte nelle foto di Luisa Menazzi Moretti

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Ten Years and Eighty-Seven Days, The Ring, 2016, @ Luisa Menazzi MorettiIl progetto fotografico “Ten Years and Eighty-Seven Days / Dieci anni e ottantasette giorni” di Luisa Menazzi Moretti è esposto, fino al 4 giugno 2017, al Complesso Museale Santa Maria della Scala di Siena.

La mostra  è composta da 17 fotografie di grande formato e 9 testi tratti da lettere e interviste rilasciate dai prigionieri del braccio della morte del carcere di Livingston, vicino ad Huntsville, in Texas.
Il titolo dell’esposizione  fa riferimento al tempo medio che deve attendere un condannato a morte, in solitudine, dal momento della condanna all’esecuzione.

Le opere sono una sorta di trasposizione delle  storie e dei testi con cui i condannati del braccio della morte raccontano le loro vite o descrivono le emozioni vissute nel carcere texano, dove tutt’oggi vengono eseguite più esecuzioni di ogni nazione democratica del mondo occidentale.

«Queste esistenze Luisa Menazzi Moretti non le documenta, né le interpreta – scrive Daniele Pitteri, direttore del Museo Santa Maria della Scala di Siena -. Le trasfigura. Le compenetra, le filtra attraverso la propria sensibilità e le rimanda, trasfigurate appunto, sotto forma di immagini che non raccontano, ma che danno forma ai pensieri, alle sensazioni e alle emozioni provocate in lei dai pensieri, le sensazioni e le emozioni non di reietti a scadenza, ma di esseri umani che, nonostante tutto, esistono».

La fotografia di Luisa Menazzi Moretti richiama, in effetti, a una profonda riflessione sulla pena di morte. Sono, infatti,  29 gli Stati che ancora oggi negli USA praticano la pena di morte. Se Luisa Menazzi Moretti ha scelto di lavorare su quanto continua ad accadere nel ricco ed evoluto Texas (dove ha vissuto per molti anni) è per il triste primato che rappresenta tra gli Stati confederati d’America.

La mostra, curata da Luisa Menazzi Moretti, è prodotta dal Complesso Museale Santa Maria della Scala con la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Berlino, ed è patrocinata dal Comune di Siena con il supporto organizzativo di Opera-Civita.
Il catalogo è edito da Contrasto.

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