Toulouse-Lautrec e la Belle Époque in mostra a Verona

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Henri de Toulouse-Lautrec, La Troupe de Mademoiselle Églantine, 1896, Color Lithography, 61,7x80,4 cm ©Herakleidon Museum, Athens Greece

Henri de Toulouse-Lautrec, La Troupe de Mademoiselle Églantine, 1896, Color Lithography, 61,7×80,4 cm ©Herakleidon Museum, Athens Greece

Provenienti dall’Herakleidon Museum di Atene, 170 opere, in mostra fino al 3 settembre 2017 all’AMO – Arena Museo Opera – Palazzo Forti di Verona, celebrano il percorso artistico di Toulouse-Lautrec.

Presenti in mostra litografie a colori (come Jane Avril, 1893), manifesti pubblicitari (come La passeggera della cabina 54 del 1895 e Aristide Bruant nel suo cabaret del 1893), disegni a matita e a penna, grafiche promozionali e illustrazioni per giornali (come in La Revue blanche del 1895) diventati emblema di un’epoca indissolubilmente legata alle immagini dell’aristocratico visconte Henri de Toulouse-Lautrec.

L’itinerario dell’esposizione è scandito in 10 sezioni tematiche, sempre in rapporto con i grandi cambiamenti storici, tecnologici, sociali e architettonici di Parigi alla fine del XIX secolo, al tempo scintillante della Belle Époque.

Le prime quattro sezioni sono dedicate alle Notti parigine: alle tre sale intitolate a singoli protagonisti delle scene, ne segue una quarta che spazia sul mondo degli spettacoli, dal Moulin Rouge all’Opéra.

Cresciuto nell’ambiente dell’alta aristocrazia di provincia, Toulouse-Lautrec ha una grande passione per i cavalli. Infatti la quinta sezione, I cavalli, presenta alcuni disegni che risalgono agli anni dell’adolescenza e dimostrano la straordinaria precocità dell’artista.

Nel cuore del percorso (sesta sezione – I disegni), la mostra presenta una serie di disegni a matita e a penna di travolgente freschezza e mordente incisività.

La settima e ottava sezione è dedicata a Le collaborazioni editoriali. Dopo aver trascorso la notte facendo il giro dei caffè e cabaret di Montmartre, Toulouse-Lautrec si metteva al lavoro con insospettabile energia e lucidità, in grado di gestire parecchi incarichi contemporaneamente. Per queste ragioni, oltre che per i manifesti pubblicitari, il talento di Toulouse-Lautrec è molto richiesto in campo editoriale, per riviste umoristiche a grande diffusione ma anche per libri di pregio e copertine di spartiti musicali.

La nona sezione, Con gli amici intellettuali, è dedicata alle frequentazioni intellettuali di Toulouse-Lautrec: il  rapporto con poeti, editori, facoltosi mecenati.

L’ultima sezione ha per tema L’amore è un’altra cosa. Sotto l’occhio ironico di Toulouse-Lautrec scorre la vita parigina fin du siécle: balli, spettacoli, svaghi serali, luci, teatri, risate e applausi grazie a cabarettisti, ballerine e chansonniers. Ma questa è solo una parte della produzione del pittore: forse ancor più intense e personali sono i ritratti di donne sole, silenziose, osservate senza la minima intenzione caricaturale o di vignetta cronachistica;  attimi  di  riflessione,  nubi  che  corrono  sull’anima, ombre fuggevoli che passano sul viso.

La mostra, curata da Stefano Zuffi, è accompagnata da un catalogo edito da Skira ed è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia con il patrocinio del Comune di Verona.

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