Venti futuristi, mostra a Senigallia

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Tullio Crali, Le forze della curva, 1930, olio su tela, 69x89 cm, collezione privata - Mostra " Venti futuristi "

Tullio Crali, Le forze della curva, 1930, olio su tela, 69×89 cm, collezione privata – Mostra ” Venti futuristi “

Palazzo del Duca di Senigallia, fino al 2 luglio 2017, ospita la mostra Venti futuristi, a cura di Stefano Papetti.

Attraverso oltre cinquanta opere, tra cui dipinti, disegni, studi per abiti, incisioni, prove grafiche ed elementi legati all’arredo della casa, la mostra accende i riflettori sugli sviluppi che il Futurismo ha avuto nelle Marche a partire dal 1922.

Nel 1922, infatti, a Macerata, presso il Convitto Nazionale, il giovane pittore Ivo Pannaggi organizza una mostra di opere di Balla, Boccioni, Carrà e Depero, guadagnandosi la stima dello stesso Marinetti, protagonista di varie serate futuriste allestite nei maggiori teatri delle Marche. Quel momento segna la nascita nella città di Macerata di un nutrito gruppo di pittori e scultori futuristi e il loro definitivo abbandono della tradizione accademica, ponendo le basi per un un primo approccio ai movimenti di avanguardia in una regione – le Marche – rimasta sino ad allora estranea al rapido processo di rinnovamento che andava interessando l’arte nazionale.

L’esposizione Venti futuristi approfondisce i vari aspetti della vita quotidiana che il Futurismo intendeva rinnovare, dalla moda al teatro, dalla cucina alla letteratura.
Venti gli artisti esposti in mostra, dai firmatari del primo manifesto dell’arte futurista (1909) come Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Fortunato Depero e Gino Severini, ai loro giovani seguaci quali Ivo Pannaggi, Sante Monachesi, Umberto Peschi, Wladimiro Tulli, Gerardo Dottori e Tullio Crali.

La mostra getta luce sulla ‘seconda stagione’ del Futurismo che, proprio dalla provincia – e le Marche ne sono un esempio – ha saputo trarre nuova linfa vitale ed evolversi.

Capolavori come Linee forza di mare di Balla o l’autoritatto di Boccioni sono esposti in un dialogo costante accanto alle varie manifestazioni della creatività futurista. A cominciare dai disegni per tessuti ed arredi di Giacomo Balla, provenienti dalla casa museo di Roma, come anche il suo taccuino con disegni di cravatte variopinte e sgargianti, arrivando a prove tipografiche ed altre espressioni legate alle arti applicate, modelli di abiti e capi reali, complementi di arredo tessile per la casa, ma anche disegni e caricature, genere di cui Ivo Pannaggi è considerato l’inventore.

Una sezione della mostra è dedicata all’aeropittura, in cui il mito della macchina e della modernità raggiunge il suo apice, ponendo come oggetto centrale delle composizioni la velocità dell’aeroplano, come accade nelle visioni aeree degli artisti marchigiani Crali, Dottori e Monachesi.

Un posto speciale è riservato alla creatività femminile che, soprattutto nelle Marche e in Umbria, riesce a ritagliarsi un ruolo di tutto rispetto nel movimento, soprattutto nelle arti applicate, come testimonia, tra gli altri esempi, lo splendido arazzo disegnato da Leandra Angelucci Cominazzini.

La mostra Venti futuristi, che apre la nuova stagione espositiva del Comune di Senigallia, è posta sotto l’alto patronato del Mibact ed è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi.

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