Le fotografie di Vivian Maier a Palazzo Ducale di Genova

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Vivian Maier, Ragazzo con piccioniA Palazzo Ducale di Genova, dal 23 giugno all’ 8 ottobre 2017, è aperta al pubblico la mostra ” Vivian Maier. Una fotografa ritrovata“, a cura di Anne Morin e Alessandra Mauro.

In esposizione 120 fotografie in bianco e nero, realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta, insieme a una selezione di immagini a colori scattate negli anni Settanta, oltre ad alcuni filmati in super 8 che mostrano come Vivian Maier si avvicinasse ai suoi soggetti.

Figura imponente ma discreta, decisa e intransigente nei modi, Vivian Maier ritraeva le città dove aveva vissuto – New York e Chicago – con uno sguardo curioso, attratto da piccoli dettagli, dai particolari, dalle imperfezioni ma anche dai bambini, dagli anziani, dalla vita che le scorreva davanti agli occhi per strada, dalla città e i suoi abitanti in un momento di fervido cambiamento sociale e culturale. Immagini potenti, di una folgorante bellezza che rivelano una grande fotografa.
Le sue fotografie non sono mai state esposte né pubblicate mentre lei era in vita, la maggior parte dei suoi rullini non sono stati sviluppati.  Vivian Maier sembrava fotografare per se stessa.

Osservando il suo corpus fotografico spicca la presenza di numerosi autoritratti, quasi un possibile lascito nei confronti di un pubblico con cui non ha mai voluto o potuto avere a che fare. Il suo sguardo austero, riflesso nelle vetrine, nelle pozzanghere, la sua lunga ombra che incombe sul soggetto della fotografia diventano un tramite per avvicinarsi a questa misteriosa fotografa.

«Seppur scattate decenni or sono, le fotografie di Vivian Maier hanno molto da dire sul nostro presente – scrive Marvin Heiferman -. E in maniera profonda e inaspettata… Maier si dedicò alla fotografia anima e corpo, la praticò con disciplina e usò questo linguaggio per dare struttura e senso alla propria vita conservando però gelosamente le immagini che realizzava senza parlarne, condividerle o utilizzarle per comunicare con il prossimo. Proprio come Maier, noi oggi non stiamo semplicemente esplorando il nostro rapporto col produrre immagini ma, attraverso la fotografia, definiamo noi stessi».

La vicinanza con la mostra di Elliot Erwitt, allestita negli spazi del Sottoporticato di Palazzo Ducale, offre la possibilità di un interessantissimo confronto tra due sguardi sull’America, uno maschile, l’altro femminile.

Accompagna la mostra il libro Vivian Maier. Fotografa pubblicato da Contrasto.

L’esposizione, promossa dal Comune di Genova, dalla Regione Liguria e da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, è prodotta da Civita Mostre e realizzata da diChroma Photography in collaborazione con Fondazione Forma per la Fotografia.

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