Civiltà perduta, un film di James Gray – Recensione

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Una scena del film Civiltà perdutaPuò destare sconcerto il fatto che James Gray, un regista uso da sempre a un cinema solidamente ancorato a universi urbani, abbia scelto qui di tenersi lontano dalle sue precedenti esperienze e di realizzare un film d’avventura calato entro una cornice esotica.

Basato sulla biografia di un personaggio storico, Civiltà perduta è un’opera che aspira a riproporre il turgore spettacolare del cinema d’altri tempi (si individuano significative tangenze di ordine espressivo con David Lean, Huston, Herzog, con il Rafelson di Le montagne della luna), conservando pur sempre la linearità e la compostezza di scrittura del racconto classico.

Sul piano visivo la pellicola ci offre momenti di grande forza. L’importanza che Gray attribuisce al paesaggio (gli spazi impenetrabili della foresta amazzonica, che il respiro largo dell’inquadratura – il formato è il 2.35:1 – restituisce nella loro maestosità) dà modo allo spettatore di percepire il fascino del terribile: la sensazione fisica di smarrimento e oscura minaccia che incombe su quanti si inoltrano in quell’ambiente ostile. Lo stesso scenario della foresta pluviale è il teatro privilegiato di un itinerario iniziatico che è, per l’eroe, scoperta e affermazione di sé e avventura individuale dai contorni epici.

Il ritratto di Percy Fawcett che emerge dalla pellicola mantiene qualcosa di ambiguo e di sfuggente. La storia dell’eroe diviene storia di un’ossessione portata avanti con disarmante testardaggine, dove la volontà di esplorare una terra ignota e di accostarsi senza pregiudizi a una civiltà altra, si confonde con la sete di gloria, un’aspirazione che, inducendo Fawcett ad adottare il rischio come stile di vita, lo porta inevitabilmente a trascurare gli affetti domestici (è l’accusa che gli viene mossa da Jack, il figlio adolescente).

Caratterizzato da una narrativa ampia, solenne, il film conserva una certa facilità nel passare dalle sequenze spettacolari a improvvise pause intimiste (le scene in cui l’eroe si confronta con la moglie e il figlio). Resta il fatto che al sentimentalismo annacquato che governa questi siparietti (per nulla dire delle diatribe, caricate di qualche ironia, sul conflitto tra civiltà e barbarie che animano i dibattiti della Royal Geographical Society), noi preferiamo il taglio magniloquente che rivela un insolito Gray.

Nicola Rossello

Scheda film
Titolo: Civiltà perduta
Regia: James Gray
Cast: Charlie Hunnam, Robert Pattinson, Sienna Miller, Tom Holland, Angus Macfadyen, Edward Ashley, Clive Francis, Ian Mcdiarmid, Franco Nero
Genere: Avventura
Durata: 140 minuti
Distribuzione: Eagle Pictures
Uscita: 22 giugno 2017

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