Palermo Capitale italiana della cultura 2018

Palermo
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Palermo è stata designata quale Capitale italiana della cultura 2018. A darne l’annuncio il Ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini.

Il capoluogo siciliano è stato scelto tra le dieci città finaliste che si contendevano il prestigioso titolo: Alghero, Aquileia, Comacchio, Ercolano, Montebelluna, Palermo, Recanati, Settimo torinese, Trento, Unione dei comuni elimo-ericini (Buseto Palizzolo, Custonaci, Erice, Paceco, San Vito Lo Capo e Valderice).

“La candidatura – è scritto nella motivazione –  è sostenuta da un progetto originale, di elevato valore culturale, di grande respiro umanitario, fortemente e generosamente orientato all’inclusione alla formazione permanente, alla creazione di capacità e di cittadinanza, senza trascurare la valorizzazione del patrimonio e delle produzioni artistiche contemporanee. Il progetto è supportato dai principali attori istituzionali e culturali del territorio e prefigura a che interventi infrastrutturali in grado di lasciare un segno duraturo e positivo. Gli elementi di governance, di sinergia pubblico-privato e di contesto economico, poi, contribuiscono a rafforzarne la sostenibilità e la credibilità”.

Particolarmente soddisfatto il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che ha affermato: «C’è una profonda emozione, ma devo riconoscere che è stata una vittoria di tutti perché siamo stati capaci ognuno di narrare le bellezze dei nostri territori. La cifra culturale più  significativa e che rivendichiamo è la cultura dell’accoglienza. Rivendichiamo il diritto di ogni essere umano di essere e restare diverso ed essere e restare uguale».

Palermo riceverà un milione di euro e l’esclusione dal patto di stabilità delle spese per gli investimenti necessari per realizzare i progetti.
Nel 2018 verrà designata la Capitale italiana del 2020.

Presepi, eventi in Rocca e altro ancora in provincia di Ravenna

La Nott de Bisò - Presepi, eventi e altro ancora in provincia di RavennaTra dicembre 2016 e gennaio 2017 sarà possibile scoprire le bellezze di Faenza, Casola Valsenio, Riolo Terme, Brisighella, in Romagna, attraverso numerose iniziative all’insegna del Natale, delle festività e non solo.

La città di Faenza ha in programma la tradizionale festa folcloristica che si svolge nella splendida cornice della Piazza del Popolo della città Manfreda il 5 gennaio di ogni anno, La Notte de Bisò conclude le iniziative legate al Niballo-Palio di Faenza: giostra tra cinque cavalieri rionali che si svolge ogni anno nella quarta domenica di giugno. Il Niballo – che deve il suo nome ad Annibale, antico nemico proveniente da oltre mare – viene bruciato la notte di vigilia dell’Epifania come segno conclusivo dell’anno e simbolo di tutte le avversità e problemi che ognuno vorrebbe “bruciare” per cominciare una nuova vita.
Per tutto il periodo delle festività il centro storico di Faenza sarà inoltre arricchito da splendide luminarie e dall’iniziativa “Giardini di Natale” che, oltre a valorizzare alcuni monumenti della città, vedrà allestiti una serie di splendidi giardini all’interno del cortile del Palazzo delle Esposizioni con una serie di interessanti attività.

A Riolo Terme nella frazione di Borgo Rivola, dal 18 dicembre al 29 gennaio nei pressi della Chiesa della Costa sarà visibile un presepe meccanico con scene in movimento, realizzato interamente con materiali di recupero.
Nella frazione di Pieve Cesato di Faenza sarà possibile ammirare un originale presepe artistico con statue in cartapesta a grandezza naturale (dal 24 dicembre al 29 gennaio), mentre nella frazione di Corleto il presepe sarà allestito all’interno della splendida cripta del X Secolo della Pieve di Santo Stefano (dal 25 dicembre al 22 gennaio). A Faenza città, invece, nel Convento di San Francesco ci sarà il tradizionale presepe animato (dal 24 dicembre al 6 gennaio).
A Brisighella il 26 dicembre prenderà vita il Presepe vivente, tra fuochi, fiaccole e la rappresentazione dei mestieri di un tempo.
A Casola Valsenio da non perdere è quello monumentale realizzato in muratura (con mattoni, pietre, cemento, ferro e legno) nella frazione di Prugno (dal 18 dicembre al 29 gennaio).
Sempre a Casola Valsenio all’interno dell’Abazia ci sarà un presepe meccanico (dal 18 dicembre al 29 gennaio).

La Rocca di Riolo Terme per tutto il periodo natalizio sarà al centro di molte iniziative a tema, rivolte principalmente a bambini e ragazzi: il 24 un un’avvincente caccia al tesoro, il 26 una visita guidata “in compagnia” di Caterina Sforza e i bambini potranno travestirsi da dame e cavalieri, il 27 si potrà trascorre un’intera notte all’interno della Rocca tra letture animate e giochi, il 31 le famiglie potranno festeggiare il Capodanno al Castello, il 6 gennaio un pomeriggio di animazione per bambini e la preparazione della calza della Befana.

A Roccavaldina, in Sicilia, per rivivere antiche atmosfere natalizie

Roccavaldina (ME), antica farmacia
Roccavaldina (ME), antica farmacia

I vasi antichi deliziosamente decorati posti su degli scaffali in legno; il pavimento in cotto e quel bancone come altare dietro il quale maestri sapienti hanno preparato nei secoli medicine in grado di guarire o alleviare il dolore. Ci sono dei luoghi dove il tempo si è fermato, preservati dalla storia e dalla modernità, che oggi sembrano quasi irreali, fiabeschi, così affascinanti nella loro intrinseca bellezza. L’antica farmacia di Roccavaldina, in provincia di Messina, ne costituisce un esempio mirabile, nel suo fascinoso abito cucito dalla storia, che richiama tanti visitatori attratti dall’idea di fare un salto nel tempo, di ammirare una bottega cinquecentesca.

Grazie ad un protocollo d’intesa recentemente stipulato tra l’Associazione Proposta Turistica 3.0, il Comune di Roccavaldina, l’Associazione Proloco Roccavaldina, la Parrocchia di San Nicolò di Bari, oggi non solo può essere ammirata la farmacia, ma è stata predisposta un’offerta turistico-culturale più ampia, come sostiene Antonio Sapienza Presidente dell’Associazione Proposta Turistica 3.0 «che punti al mercato globale ampliando il raggio d’azione e promozione, allargando l’itinerario ai luoghi limitrofi altrettanto affascinanti e realizzando quella rete auspicata da diverso tempo: Villafranca Tirrena, Rometta, Venetico, Spadafora da un lato ed i comuni della Valle del Mela (incluso naturalmente Milazzo) dall’altro, sono luoghi straordinari sui quali puntare e dai quali proporre attività orientate al turismo culturale, religioso e relazionale».

Nel frattempo nelle date 11, 17, 22, 29 dicembre 2016 e 5 gennaio 2017, a partire dalle ore 17.00, sarà proposta la manifestazione “Antiche atmosfere natalizie“, organizzata per rievocare le tradizioni siciliane e ricondurre il visitatore alla magica atmosfera natalizia del passato. Arte, musica e degustazioni saranno protagoniste in tutto il borgo: dal meraviglioso Castello dei Valdina, dove saranno esposti dipinti, oggetti, abiti, strumenti di lavoro d’epoca, prodotti locali, alle suggestive Vie del Borgo con gli affascinanti “cortiliantichi. Ogni luogo rivivrà la memoria, i fasti ed il fascino dei tempi passati.
Per l’occasione saranno proposte visite guidate all’Antica Farmacia del ‘500 ed al Borgo.L’itinerario prevede: Antica Farmacia, Castello dei Valdina, Duomo, Chiesa della Madonna della Catena, Antico Lavatoio, Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, Le Vie del Borgo, I Cortili, veri tesori storici e testimonianze culturali di pregio, uniche nel loro genere.

Diego Pirozzolo
@diegogen

Natale nel Chiostro al Museo Diocesano di Milano

Natale nel Chiostro, Museo Diocesano di MilanoTorna al Museo Diocesano di Milano, dal 2 al 4 dicembre 2016, Natale nel Chiostro.
Giunta alla sua quarta edizione, la manifestazione propone le eccellenze dell’enogastronomia, come panettoni, cioccolata, dolci tipici della tradizione, oltre ad addobbi per l’albero, ceramiche per la tavola, prodotti artigianali e molto altro ancora.

Tante sono le novità dell’edizione 2016 di Natale nel Chiostro e ricco è il programma dedicato alle degustazioni, alle attività e ai laboratori, pensati sia per gli adulti che per i bambini.
In particolare, quelli ad argomento gastronomico, come “pastArte” a cura dell’Associazione Culturale Gastronomica Miss…ione Mattarello in cui i maestri Sfoglini riveleranno agli adulti l’antica arte della sfoglia Emiliana al mattarello, per realizzare la mitica tagliatella.
Si potrà imparare a conservare gli ortaggi per l’inverno, farsi guidare da Claudio Pistocchi in un percorso sensoriale sul cioccolato o da Luca Galli, esperto in analisi sensoriale del miele.
Gli aspiranti artisti creativi potranno realizzare un quadro materico oppure sperimentare la manipolazione di elementi vegetali con le argille, scoprire i trucchi per fare fiocchi perfetti o ancora creare decorazioni natalizie con la carta.
Gli amanti dell’antica tradizione natalizia, grazie all’esperta guida di un artista, potranno realizzare un personaggio del tradizionale presepe del Settecento napoletano.

Natale nel Chiostro sarà anche un momento di festa per i più piccoli che potranno scrivere tutti insieme, sabato e domenica dalle 15.30 alle 17.30, le letterine di Natale a Gesù Bambino.

Domenica 4 alle ore 16.00 tornerà l’appuntamento letterario a cura di O barra O Edizioni con “La contemporaneità e la cucina”. Uno sguardo tra memoria e attualità a partire dall’esperienza del Luogo di Aimo e Nadia.
Stefania Moroni racconterà la storia di una cucina fortemente italiana che dalle sue radici toscane è approdata ai più grandi riconoscimenti internazionali. Sarà presente Aimo Moroni.

Enologica 2016, a Bologna tra vino e prodotti tipici dell’Emilia-Romagna

Enologica 2016È in programma a Bologna, dal 19 al 21 novembre 2016, nel palazzo storico Re Enzo, Enologica 2016, il Salone del vino e del prodotto tipico dell’Emilia-Romagna.
All’importante evento fieristico prenderanno parte quest’anno oltre 100 tra produttori, consorzi e cantine.

Il tema portante dell’edizione 2016 di Enologica vedrà protagoniste le maschere, con un originale connubio fra vino e cibo.
Si parlerà dell’identità emiliano romagnola attraverso i personaggi dei burattini, quelli inventati dai burattinai più bravi e quelli che sono eredi della grande tradizione della Commedia dell’Arte. I loro caratteri diventano quelli della gente dell’Emilia Romagna e di conseguenza quelli dei vini e dei prodotti gastronomici.

«Vini, cibi e maschere che s’incontrano percorrendo la via Emilia, asse portante che unisce praticamente tutte le province della regione e con esse le diverse tipicità culturali ed enogastronomiche, a partire ovviamente dai vini simbolo di questa regione: Albana e Sangiovese, Pignoletto, Fortana, Lambrusco, Malvasia e Gutturnio, senza dimenticare i tanti autoctoni che ci caratterizzano », sottolinea Pierluigi Sciolette, Presidente di Enoteca Regionale Emilia Romagna.

Dall’estero sono attesi numerosi buyer (provenienti da ben 12 nazioni: Brasile, Canada, Cina, Danimarca, Giappone, Perù, Russia, Singapore, Regno Unito, Polonia, Usa e Germania) e giornalisti di settore (una decina provenienti da Usa, Canada, Cina, Corea, Gran Bretagna, Irlanda, Danimarca e Polonia) che terranno 10 seminari di “Genius Loci” per raccontare il vino dell’Emilia Romagna – dai principali vitigni ad alcuni autoctoni tutti da scoprire – in dieci monografie.
Sono previsti anche 11 incontri tenuti da 13 cuochi che racconteranno le proprie storie sempre all’interno di Palazzo Re Enzo, nella Sala del Quadrante, e interpreteranno gli abbinamenti legati al “gioco” dei burattini per un viaggio lungo la via Emilia.

Lunedì 21 novembre si svolgerà la premiazione della prima edizione di “Carta Canta“, il premio delle carte dei vini che propongono un assortimento qualificato di vini emiliano romagnoli.

La Mangiaunta, a Giano dell’Umbria tra olio nuovo e itinerari gastronomici

La MangiauntaSi terrà sabato 29 e domenica 30 ottobre 2016 a Giano dell’Umbria (PG) la dodicesima edizione de La Mangiaunta.
L’iniziativa propone un weekend ricco di appuntamenti con itinerari gastronomici nei frantoi e nei borghi del territorio, assaggi itineranti, folclore e musica popolare, trekking nei boschi e il mercato contadino delle eccellenze di Giano nella suggestiva Abbazia di San Felice.
L’itinerario gastronomico avrà percorsi diversi nei due giorni della manifestazione.
Sabato 29 ottobre, dalle 10 alle 20, saranno 5 le tappe del tour in cui poter degustare l’olio nuovo e i prodotti tipici locali scovando tra un borgo e l’altro i luoghi meno conosciuti di Giano. Oltre ai frantoi aderenti all’iniziativa, i visitatori potranno far sosta al Castello di Castagnola, dove sarà possibile degustare torta al testo con erba campagnola, cartocci di castagne e dolci della tradizione in piazza. Nella frazione di Montecchio saranno, invece, il Forno Comunale e il Museo Archeologico Antiquarium la cornice ideale per una tappa all’insegna di assaggi di ricette della cucina tipica locale, dalla tradizionale “spianata”, la pizza all’olio appena sfornata, le focacce all’uvetta e al formaggio e tantissime altre prelibatezze da forno.

Domenica 30 ottobre, dalle 10 alle 18, il tour gastronomico prevede, oltre ai frantoi del territorio, la sosta in uno dei gioielli dell’architettura romanica in Umbria, l’Abbazia di San Felice, dove sarà organizzato il mercato contadino delle eccellenze del territorio di Giano. È  proprio in occasione della Festa di San Felice, Patrono del Comune di Giano dell’Umbria, che la bellezza dell’Abbazia sarà ancor di più esaltata con un’esposizione dei prodotti della terra e della tradizione contadina locale e mini tour guidato a cura della Pro Loco di Giano dell’Umbria.
Ad accompagnare i partecipanti, come ogni anno, il Gianolio Bus, lo speciale pulmino gratuito che guiderà il visitatore attraverso Giano, i suoi frantoi e i suoi borghi, nei due giorni della manifestazione.

Da segnalare, inoltre, il tour “Ulivi Immortali di Giano dell’Umbria”. Un affascinante ed indimenticabile “piccolo tour” attraverso  la visione e il racconto degli ulivi millenari di Giano dell’Umbria. L’evento sensoriale ed artistico mobile, con degustazione guidata finale, in frantoio, è previsto per sabato 29 e domenica 30 ottobre alle ore 11.00 sotto la guida esperta di Giulio Scatolini (prenotazione obbligatoria).

Molto altro ancora prevede il programma (consultabile sul sito www.leviedellolio.eu) dell’edizione 2016 della Mangiaunta, realizzata nell’ambito di Frantoi aperti e organizzata dal Comune di Giano dell’Umbria.

Chiostro in Fiera. A Milano mostra mercato di alto artigianato

Chiostro in fiera

Giunge alla XV edizione la manifestazione Chiostro in Fiera, in programma al Museo Diocesano di Milano da venerdì 14 a domenica 16 ottobre 2016.
All’evento partecipano più di 80 artigiani, maestri del “saper fare con le mani”. Il chiostro, allestito con una tensostruttura riscaldata, si animerà di laboratori e scambi, dall’abbigliamento ai gioielli, dai tessuti agli oggetti per la casa, il giardino e per la vita quotidiana, dagli accessori ai laboratori per piccoli e grandi.
Come sempre i florovivaisti più rinomati saranno presenti per colorare il prato del chiostro e per offrire una selezione di piante e fiori di questa stagione.

Accanto alla vendita dei prodotti, l’evento rappresenta un’occasione di incontro, di scambio di esperienze e consigli utili sull’arte e l’alto artigianato, grazie al contributo di donne artigiane che delle loro passioni hanno fatto una vera e propria professione.
La manifestazione sarà caratterizzata da un fitto calendario di attività per tutte le fasce di età: dai laboratori artistici per i bambini ai laboratori di scrapbooking utilizzando la carta per dar vita a progetti creativi, per conservare e raccontare un ricordo all’interno di album decorati manualmente con i più variegati ornamenti. Si potranno ammirare le antiche tecniche di realizzazione di una scarpa fatta a mano, oppure creare oggetti con ritagli di feltro.

Il programma completo di Chiostro in Fiera è consultabile su www.chiostroinfiera.it e www.museodiocesano.it.

Tartufo e birra artigianale protagonisti della Mostra Mercato di Apecchio

Apecchio - Mostra Mercato del Tartufo e dei Prodotti del Bosco - Ph. Massimo Landi
Apecchio – Mostra Mercato del Tartufo e dei Prodotti del Bosco – Ph. Massimo Landi

Giunge alla 34^ edizione la “Mostra Mercato del Tartufo e dei Prodotti del Bosco” in programma ad Apecchio, in Provincia di Pesaro Urbino, dal 30 settembre al 2 ottobre 2016.
Il profumo del tartufo bianco pregiato si combina quest’anno con gli aromi delle birre artigianali.

Rinnovato ed ampliato tutto il mercatino che, oltre agli spazi del centro storico, si estende anche verso il paese basso. Tante le specialità con i migliori prodotti tipici del territorio: in primis i tartufi e le apprezzate birre artigianali made in Apecchio. Ampia anche la proposta dei prodotti artigianali di eccellenza e di antiquariato, con tante idee originali.
Molti i momenti gastronomici, tra concorsi, cooking show e presentazioni.

Per conoscere Apecchio e il suo territorio sono in programma visite guidate, trekking ed escursioni in mountain bike.
Completano il programma mostre d’arte e di fotografia e appuntamenti musicali.

Uno dei momenti centrali della manifestazione è la consegna del Premio Franco Re – Apecchio Città della Birra, che quest’anno va a Maria Letizia Gardoni, giovanissima imprenditrice agricola marchigiana, dal 2014  Presidente Nazionale Giovani Coldiretti.

Durante la Mostra Mercato arrivano anche grandi personaggi dello spettacolo e dello sport, attratti dalla bellezza del paese e dalla qualità della proposta gastronomica: Giovanni Galli, portiere della nazionale e di grandi squadre fra le quali Milan e Napoli; l’attore Sebastiano Somma, protagonista a teatro, al cinema e in numerose fiction televisive.
Da segnalare, infine, l’incoronazione di Re Tartufo 2016, ambito riconoscimento che ogni anno va a un  personaggio della musica e dello spettacolo italiano.

La notte fucsia di Brisighella è vintage

notte fucsia di Brisighella È in programma sabato 23 luglio 2016 “Brisighella Vintage“, la notte fucsia del Sogno d’Estate nel borgo medievale di Brisighella (RA).
Per tutto il centro storico, a partire dalle 19.30, cene open air, degustazioni di vini e bancarelle con mostramercatovintage ascoltando le musiche dei Nadimobil (ore 21 in piazza Marconi) per un viaggio tra melodie popolari dell’Italia degli anni ‘30 fino al boom economico degli anni ‘60.

Una sfilata – ore 20.30 piazza Carducci – animerà la prima parte della serata ricordando in modo festoso gli anni ’70, quando crescevano nuove idee e nuove sperimentazioni, insieme ai pantaloni a zampa d’elefante e ai vestiti a fiori coloratissimi, le minigonne e gli “hot pants”. Sono anche gli anni delle zeppe alte e dei capelli ondulati e voluminosi, ma soprattutto gli anni della musica che sarà rievocata con il concerto disco Live anni 70 dei Joe Dibrutto, in Piazza Carducci alle ore 22.

Nella galleria comunale si potrà ammirare la mostra “Bologna Fc: chi è stato grande, lo sarà per sempre!”, esposizione di cimeli, maglie storiche, palloni, gagliardetti, giornali, fotografie e filmati che raccontano la storia del Bologna Football Club, dalla fondazione (1909) a oggi, appartenenti al collezionista rossoblu Luciano Brigoli. Il percorso espositivo è diviso per sezioni, ognuna delle quali è dedicata ai personaggi e agli avvenimenti più significativi di un determinato periodo.
Nella sala mostra della memoria storica di Brisighella, gli amanti della Formula 1 sapranno riscoprire un giovane pilota italiano scomparso 30 anni fa: Elio De Angelis, il campione gentiluomo.

I giardini di Villa della Pergola ad Alassio

Agapanti, Archivio Giardini di Villa della PergolaRealizzati alla fine del XIX secolo i Giardini di Villa della Pergola rappresentano uno dei rari esempi di giardino inglese in Italia e, grazie all’attento restauro curato dall’architetto paesaggista Paolo Pejrone, uniscono la tipica vegetazione mediterranea con piante rare della flora esotica.

A giugno i Giardini di Villa della Pergola si colorano di diverse sfumature di blu, azzurro e bianco grazie alle prime fioriture degli Agapanthus, i cui fiori si dispongono a formare pennellate ricche di colore simili alle onde del mare; una collezione unica in Europa per vastità e importanza che conta oggi oltre 400 varietà diverse. Anche le lavande e gli agrumi iniziano a diffondere i loro profumi.
Originari dell’Africa meridionale, gli Agapanti furono introdotti a Villa della Pergola alla fine dell’Ottocento dai primi proprietari inglesi. Con il recupero dei 22.000 metri quadrati del parco ad opera di Paolo Pejrone, è stata creata una vasta collezione con nuove specie, nella logica di voler conservare le caratteristiche botaniche tipiche di questo giardino inglese.

Per tutta l’estate nei Giardini di Villa della Pergola sono in fiore anche le Ortensie Annabelle, arbusti vigorosi dai grandi fiori bianchi, e le Ortensie Quercifoglie, caratterizzate da foglie simili a quelle della quercia americana e con infiorescenze di forma conica; le Lantane, i cui fiori tendono a cambiare colore nell’arco della fioritura; gli Oleandri, arbusti sempreverdi dalla fioritura rigogliosa; le Buccinatorie, piante rampicanti dai fiori a forma di trombetta e le bignonie – piante rampicanti vigorose e rigogliose che possono raggiungere anche i 10 metri d’altezza.
Tra luglio e agosto fioriscono invece le ninfee – accolte nelle fontane e nei laghetti rocciosi – e i fiori di Loto coltivati nelle vasche recuperate dalle antiche cisterne che servivano per la raccolta dell’acqua piovana destinata all’irrigazione del parco, sapientemente restaurate nel 2006 e rese di nuovo operative come tutta la rete idrica del giardino.

Sant’Arcangelo, in Basilicata sulle tracce di Penelope

Sant'Arcangelo, Monastero Santa Maria di Orsoleo
Sant’Arcangelo, Monastero di Santa Maria di Orsoleo

Gerardo si è fermato in un punto imprecisato della sconfinata distesa di prati verdi, con la sua macchina che è per noi una ‘goletta’ di quelle abituate a solcare i mari del sud.
Scendiamo sulla strada, le mani in tasca; insieme, come se ci fossimo parlati col pensiero, alziamo lo sguardo verso il cielo.
Guarda la costellazione del Sagittario, si vede benissimo.
Ne sei sicuro?
Non so, sembra lei. E quella stella? Ragazzi, Sicuramente L’ Orsa Maggiore, riconosco il piccolo carro. Da lì il nord. Non ci perdiamo allora.
Magari ci siamo già persi, piacevolmente naufraghi su un’isola circondata da un oceano irregolare di colline, promontori, natura incontaminata che si estende fino alla linea dell’orizzonte.
E le stelle stanno in cielo, ma anche sulla distesa buia che si spiega intorno alla valle: sono lucciole che si muovono a ritmo di tammurriata popolare, saltano, scompaiono, si accendono, si spengono e noi ci chiediamo dove siamo, ma lì è sicuro il nord.
Sulle tracce di Penelope, la protagonista del nuovo romanzo di Gerardo FerraraLa scuola di maglia, ci scopriamo marinai in mezzo al mare verde che circonda il comune di Sant’Arcangelo e il monastero di Santa Maria di Orsoleo, imbarcati su una ‘goletta’ bianca, navigando con le stelle di notte e con il sole di giorno, come un sogno sospeso, forse dentro un quadro di Chagall, dove sempre può accadere qualcosa.
Squilla il cellulare. Arriva un messaggio, fine della navigazione mentale: il direttore mi chiede un reportage su Sant’Arcangelo partendo dalla presentazione del libro di Gerardo. Giusto, penso, ma ora lo sto vivendo, quando tornerò a Roma lo scriverò. Non voglio pensare alla città, siamo in tre a guardare le stelle, preferisco concentrarmi sulle sensazioni. In questo mare verde sento Rimbaud, “… andrò per i sentieri, punzecchiato dal grano, a pestar l’erba tenera: trasognato sentirò la frescura sotto i piedi …“.
La presentazione del libro è appena conclusa, noi ci siamo fermati sulla strada tra il convento ed il paese, dobbiamo andare a cena, ci stanno aspettando; restiamo fermi ancora qualche minuto.
Mi trovo in Basilicata, con Gerardo Ferrara e l’attore Matteo Pelle, per una serata dedicata al nuovo romanzo di Gerardo, presso il complesso monumentale di Santa Maria di Orsoleo, nel comune di Sant’Arcangelo, in provincia di Potenza. Un luogo straordinario, ricco di leggende ed opere d’arte, costituito da una chiesa eretta nel 1192 da due fratellastri Daniele, soldato, e Zaccaria, prete, come attestano alcuni documenti rinvenuti nella Badia di Cava dei Tirreni, e da un annesso convento, la cui edificazione originaria risale al Sec. XV. Un luogo ideale per viaggiatori come noi.

Santa Maria di Orsoleo (Sec. XIII)
Santa Maria di Orsoleo (Sec. XIII)

Si dice che il convento sia nato grazie ad Eligio della Marra che raccontò di aver sconfitto, con l’aiuto della Madonna, un drago che infestava Sant’Arcangelo. Al suo interno di particolare interesse sono gli affreschi di  Giovanni Todisco, Angeli musicanti, Trionfo della morte, Adorazione dei Magi, presenti nel chiostro inferiore e databili intorno al 1545. La Chiesa si lascia apprezzare, oltre che per la raffinatezza delle decorazioni, anche per  una Madonna Kyriotissa, scultura lignea di delicatezza quasi mistica, capolavoro dell’arte del XIII secolo; e per le tante opere presenti, dalla Madonna col Bambino fra i Ss. Antonio e Maria Maddalena di Antonio Stabile, 1580 circa, allo straordinario coro ligneo del 1614.

Che donna Penelope, se ci ha portato fin qui, dov’è ambientata la storia. Se con Gerardo e Matteo percorriamo le strade di Sant’Arcangelo, le scale di un palazzo, i piccoli tunnel e poi le vie strette che passano come fiumiciattoli tra le case bianche. Gerardo ha la qualità non comune di dare vita ai suoi personaggi, di rendere reali i luoghi che leggi sulle pagine del libro, tanto che ho la sensazione di esserci già stato a Sant’Arcangelo, di vivere un ritorno, di conoscere la bella Chiesa di San Rocco e quella di San Vito sulla piazza principale.
Da Roma, la grande città, un viaggio in questo luogo ha il potere di un balsamo per l’anima; dalle viuzze si scorgono enormi spazi verdi giù a valle, come una barca che tra le gole di un fiume si affaccia al mare.

La mattina del nostro arrivo, mentre vagavamo per i rioni, d’un tratto abbiamo udito un canto struggente e teatrale: “Dimme, dimme, a chi pienze assettata sola sola addereto a sti llastre?  …“. Era Matteo Pelle, seduto su una panchina del rione Mauro, che provava Serenata Napulitana, guardando un balcone piccolino, con i panni stesi e i fiori di lavanda lasciati ad essiccare al sole. La canzone faceva parte del programma scelto da Gerardo per accompagnare l’evento. La musica si diffondeva, invadeva il paese, si disperdeva nella vallata.
Come è venuta?
Dai, bene.
Davvero dite?
Se si affaccia una donna alla finestra quando canterai “Ma c’è sta nu destino, e io ce credo e ci spero” e vorrà seguirti a Roma, in quel caso ne avrai la conferma.
Vabbè, scherzate!
Il caffè, ragazzi dobbiamo berlo al bar del paese, quello buono.
Aspetta, non prima di sedermi su una panchina della piazza.
Perché?
Lasciami immaginare la pioggia di tessuti colorati che scende dai balconi, come nel giorno del famoso corteo, ė una delle pagine più suggestive che hai scritto, caro Gerardo.
Ok, fa pure, ma abbiamo i tempi stretti, ti ricordo che alle 18 e 30 dobbiamo stare al Monastero di Santa Maria di Orsoleo.
Certo, ma Matteo che fa?
Canta e si allena con il dialetto Santarcangiolese.
Annamo bene.

Al convento ci aspettava Nicoletta Costantino, una ragazza che al telefono mi aveva confessato candidamente di essere ‘visionaria’ nell’immaginare la presentazione del libro. Ed aveva ragione: in poco tempo ha messo su una scenografia molto suggestiva. Ha scelto un salone per ricreare gli ambienti di Palazzo Morra, ha invitato una ballerina ad interpretare Penelope, Angelica Mastrosimone, che ha danzato con grazia sulle note delle canzoni eseguite dallo stesso Gerardo Ferrara e cantate da Matteo Pelle, mentre alcune donne dell’Associazione Itaca lavoravano a maglia con lane rigorosamente di colore rosso, quello preferito da Penelope.

Sant'Arcangelo, Monastero Santa Maria di Orsoleo, presentazione del libro "La scuola di maglia" di Gerardo FerraraLa presentazione si è trasformata in una performance collettiva, tra musica, parole e coreografie.
A fare gli onori di casa l’assessore alla cultura di Sant’Arcangelo Lucia Finamore. Il professor Lucio Saggese ha relazionato in modo rigoroso e puntuale sul romanzo; Matteo Pelle ha recitato con il giusto pathos alcuni brani del romanzo e cantato canzoni; a me è toccato dialogare con Gerardo che, con la sua sensibilità di scrittore, ha saputo suscitare emozioni in un pubblico molto attento, presentando Penelope, la protagonista del suo romanzo.
Un vero successo.

Penso a tutto ciò, mentre guardiamo un altro po’ le stelle, nel punto imprecisato in cui ci siamo fermati prima di raggiungere gli altri per la cena. Domani si torna a Roma, la macchina-goletta di Gerardo rientrerà in porto.
Come faceva l’ultimo pezzo con cui abbiamo chiuso la serata?
Quale, quello di Giuni Russo?
Si “L’Addio”.
“Ogni tanto un aquilone nell’aria curva dava obliquità a quel tempo che lascia andare via, che lascia andare via”.
Pensate che ci mancheranno il mare verde, le stelle, le strade di Sant’Arcangelo?
Chi lo sa, se non partiamo non lo sapremo mai. Sì, certo, forse stiamo solo sognando, forse no, vallo a capire, così è la vita.

Diego Pirozzolo

Lago Maggiore, ninfee e loti sull’Isola Madre

NinfeeAll’Isola Madre, sul Lago Maggiore, sta per andare in scena la spettacolare fioritura delle ninfee, da sempre una delle maggiori attrazioni per i turisti.
Già nelle grandi vasche sul versante di mezzogiorno dell’Isola sono in boccio le prime. Si tratta di esemplari di ninfee rustiche che con i loro colori e le belle foglie galleggianti, dalla forma diversissima, rendono magici gli specchi d’acqua.

Amplissima la gamma di colori delle loro fioriture: dal bianco, dal giallo, al pesca, al rosa, al rosso. Alcune varietà mutano colore nell’arco della fioritura, virando dal giallo all’arancio o dal rosa al rosso, al porpora. Colori diversissimi così come molto diverse possono essere le forme dei fiori: a stella, calice, coppa, con petali larghi e carnosi o sottili, a punta o arrotondati, curvati o lisci. Fiori singoli, doppi o stradoppi, che contano sino a cento petali. Alcune varietà presentano fiori che emergono dall’acqua, altre si fanno notare per il delicato profumo.
Le ninfee rustiche si offrono per quasi tutta l’estate. Ma nel frattempo entrano in campo altre meraviglie tra le piante acquatiche: i grandi, spettacolari fiori di loto.