|
9 novembre 2009
Cesare Panepuccia: l’architetto poeta
Tra gli intervenuti il sindaco di Genazzano Fabio Ascenzi, il presidente della Banca di Credito Cooperativo di Palestrina Marcello Cola, Massimo Gargano vice presidente nazionale Coldiretti, Amedeo Schiattarella presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia, il presidente della Pro Loco di Genazzano Benedetto Lucidi, vari giornalisti di testate nazionali e regionali; particolare attenzione è stata espressa dal principe Antonello Ruffo di Calabria e dal prof. Francesco Pitocco ordinario alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma. Il pubblico raccolto nel cortile del principesco castello Colonna si è diretto verso lo scalone monumentale di ingresso alla mostra, dove il sindaco Ascenzi e il presidente Cola hanno sciolto il nastro di apertura al vernissage. La mostra è allestita nel piano nobile del castello, dove sale dai pregevoli soffitti e caminetti barocchi fanno da cornice ideale ai circa 120 disegni acquerellati, frutto del lavoro di studio e restauro che l’architetto Panepuccia ha operato per oltre trent’anni su vari monumenti di Roma e dei paesi della sua provincia.
E mentre il visitatore, incantato dai colori evanescenti e dalla delicatezza del tratto del disegno, viaggia attraverso i secoli quasi protagonista della vita vissuta in questi monumenti, nelle sale risuonano le note della celeberrima opera lirica di Vincenzo Bellini “La Sonnambula” a cui Panepuccia, nel titolo della mostra, si è liberamente ispirato. E come il conte Rodolfo, protagonista del melodramma, tornando dopo anni al borgo natìo cantava: Vi ravviso o luoghi ameni…, così l’architetto con questa sua antologia di monumenti vuole ricordare gli anni della sua giovinezza. Anni trascorsi a restaurare gran parte dei monumenti in mostra e successivamente a fissarli sulla carta nel loro stato “ante operam”, facendo degli acquerelli una sorta di diario dove le parole sono sostituite dalle immagini coperte da velature su velature. Con amore l’artista ha curato i più piccoli dettagli dando molta importanza ai segni del tempo, alle regole prospettiche e alle proporzioni reali. I colori della sua tavolozza, vivi e luminosi, avvolgono le architetture con tale abilità tecnica che non si sa veramente dove termini l’architettura e dove cominci la pittura. L’opera di Panepuccia non è fredda e geometrica architettura, ma romantica poesia; le sue creazioni, trionfi di architetture stagliate contro il cielo e vibranti di tutta la sua interiorità, lo rendono un vero “poeta di monumenti”. Completa la mostra la pubblicazione di un pregevole catalogo con la presentazione del Ministro Sandro Bondi e l’introduzione di Vittorio Sgarbi. Si tratta di un vero e proprio libro d’arte dove ogni monumento è accompagnato da relazioni e notizie storiche scritte dall’autore stesso. Per alcuni elaborati grafici e gli impaginati questo volume ci ricorda la struttura dell’Hypnerotomachia Poliphili, uno dei libri più enigmatici del Rinascimento ed opera molto cara all’architetto prenestino al quale forse la Dea Fortuna Primigenia ha trasmesso “l’armonia della forma e del colore”. Concetta Tiano La mostra resterà aperta fino al 22 novembre. Articoli correlati: |
03/09/2010
|