giovedì, Ottobre 1, 2020
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La Biblioteca Casanatense di Roma

Esterno Biblioteca CasanatenseLa biblioteca  Casanatense fu istituita dai  domenicani  del Convento di S. Maria sopra Minerva a Roma, per volontà testamentaria del Cardinale Girolamo Casanate.
Aperta al pubblico nel 1701, la biblioteca era collegata con i principali centri del commercio librario europeo e s’interessava sia alla produzione corrente che al mercato antiquario.
Al tempo della prima Repubblica Romana fu dichiarata  biblioteca dipartimentale dal 1810 al 1814; al prefetto domenicano (direttore della biblioteca) fu affiancato, nella gestione, un funzionario governativo.
I domenicani furono sostituiti definitivamente da personale statale nel 1884, quando si concluse a loro sfavore la lite giudiziaria intrapresa contro il Ministero dell’Istruzione Pubblica. Oggi la biblioteca e’ divenuta  organo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

La biblioteca conserva un patrimonio di oltre trecentocinquantamila volumi tra manoscritti, codici liturgici, testi medico-scientifici, codici orientali ed ebraici, autografi famosi tra cui quelli di Niccolò Paganini, incunaboli, editti e bandi prevalentemente dello Stato Pontificio, cause di santificazione; offre all’utenza sale di consultazione con postazioni multimediali per l’accesso a banche dati  e cataloghi.
E’ spesso sede di concerti, convegni, mostre che vengono allestiti nel magnifico salone monumentale. Il salone, realizzato su progetto dell’architetto Antonio Maria Borioni, costituiva il nucleo iniziale della biblioteca;  è lungo circa quaranta metri, arricchito con ballatoi e scaffalature di legno intagliato e con  un’imponente statua marmorea del cardinale Casanate.

Fino al 7 aprile prossimo la biblioteca ospiterà la mostra dal titolo Il Libro a Roma nel Settecento. Intento della mostra è quello d’individuare, attraverso l’esposizione di preziose rarità  tratte dalle collezioni casanatensi, la produzione editoriale romana in campo musicale, artistico, scientifico e di tracciare una mappa delle maggiori stamperie che operarono a Roma in tutto il ‘700.

La mostra si snoda lungo il perimetro del salone monumentale; qui, in teche di legno e cristallo predisposte per l’occasione, si possono ammirare: libri sulle vite dei santi opera della stamperia Bernabò, un’ Iliade in prosa e compendio del 1789 stampata da Giovanni Desideri, una Divina Commedia del 1791 stampata da Antonio Fulgoni; poi ancora le Commedie del Goldoni, spartiti musicali  con messe a quattro voci, le incisioni del Piranesi e del Barbault su Roma moderna, libri di botanica, storia naturale e di anatomia. Interessante il trattato di tre matematici sui danni e sull’instabilità della cupola di San Pietro in Vaticano rilevati sul finire dell’anno 1742 sotto il pontificato di Benedetto XIV. In mostra anche pregevoli esempi di legatoria romana e di giornali dell’epoca quali l’Osservatore, che usciva due volte ogni dieci giorni nel 1799, e lo Spettatore romano, un bisettimanale edito presso la stamperia di Gioacchino Puccinelli tra il 1799 ed il 1800.

Concetta Tiano

Foto di Concetta Tiano

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