Why Africa? La collezione Pigozzi

Seydou Keita Untitled, 1956/57, 120 x 180 cm, Gelatin silver print, copyright Seydou Keïta, Courtesy-C.A.A.C. - The Pigozzi Collection, Ginevra, Photo: Seydou KeïtaDal 6 ottobre 2007 al 3 febbraio 2008 la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli (Torino, Lingotto), nell’ambito della nuova linea culturale dedicata al tema del collezionismo, presenta la mostra Why Africa? La collezione Pigozzi.
L’esposizione, curata da André Magnin, direttore artistico della Contemporary African Art Collection (la collezione Pigozzi), permetterà ai visitatori di ammirare per la prima volta in Italia una parte della più importante collezione al mondo di arte contemporanea africana.

Avviata nel 1989 grazie all’incontro di Jean Pigozzi con André Magnin – co-curatore della mostra Les Magiciens de la Terre allora in corso al Centre Pompidou di Parigi -, la collezione Pigozzi è in continua evoluzione e si arricchisce di anno in anno con opere di artisti di varie generazioni dell’Africa sub-sahariana. Una delle sue prerogative è il rapporto diretto con gli artisti che sostiene, contribuendo ad un loro riconoscimento nel panorama artistico internazionale, confermato quest’anno dall’assegnazione del Leone d’Oro alla carriera alla 52a Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia, al fotografo settantaduenne Malick Sidibé.

La passione per l’arte africana di Jean Pigozzi è raccontata attraverso un centinaio di opere selezionate in collezione, tra le quali alcune esposte in questa occasione per la prima volta; in mostra disegni, dipinti, sculture, fotografie, installazioni e alcuni lavori site specific, come quello che l’artista sudafricana Esther Mahlangu realizzerà ispirandosi alla nuova Fiat 500.

I lavori dei 16 artisti tra cui Frédéric Bruly Bouabré, Bodys Isek Kingelez, Chéri Samba, Malick Sidibé, e Makonde Lilanga e Keita Seydou precursori dell’arte contemporanea africana recentemente scomparsi, testimoniano la ricchezza della creazione artistica contemporanea africana, che supera lo stereotipo di arte folkloristica e decorativa dell’epoca post-coloniale per entrare in relazione con l’arte occidentale e sviluppare così una propria autonomia di linguaggio.

Il progetto di allestimento è a cura di Ettore Sottsass e Marco Palmieri. Durante la mostra si terranno una serie di eventi collaterali e una rassegna cinematografica dedicati all’Africa, realizzati grazie al contributo di ERSEL.

Fabrica, il centro di comunicazione del gruppo Benetton, ha realizzato una guida pensata per accompagnare il visitatore, che, oltre a gettare uno sguardo su alcune delle opere presentate, offre un’interessante testimonianza degli artisti rispetto al loro lavoro e al loro concetto di arte e creatività.