Sironi. Gli anni ’40 e ’50 – Dal crollo dell’ideologia agli anni dell’Apocalisse

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Mario Sironi, Paesaggio urbano BreraDal 29 febbraio al 22 giugno 2008 la Fondazione Stelline di Milano presenta, nella Sala del Collezionista, un’importante esposizione dedicata a Mario Sironi (1885-1961), uno dei maestri indiscussi dell’arte italiana e internazionale del ‘900.
Esposti cinquanta dipinti, scelti tra i più significativi e appartenenti alle più importanti collezioni pubbliche e private, tra cui la Pinacoteca di Brera e le Civiche Raccolte d’Arte di Milano, il Mart di Trento e Rovereto, i Musei Vaticani di Roma, la Pinacoteca Comunale di Forlì, la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, il Museo Rimoldi di Cortina d’Ampezzo.

In questi anni Sironi esprime, in una serie di opere intensissime, un’immagine della realtà opposta a quella della giovinezza e della maturità. Negli ultimi dieci o vent’anni di lavoro il grande maestro ha, infatti, rinnovato radicalmente il proprio linguaggio, dando vita a nuove forme e a una nuova visione del mondo.

Mario Sironi, ScoglieraÈ una diversa concezione dell’esistenza che si manifesta in un periodo storico e personale particolarmente difficile, ma nel quale Sironi crea ancora capolavori, raccolti per la prima volta insieme nella Sala del Collezionista, tra cui i paesaggi urbani degli anni Quaranta (Paesaggio urbano della Pinacoteca di Brera, due Paesaggi urbani delle Civiche Raccolte d’Arte di Milano e Il gasometro del Mart) e la drammatica serie delle figure inginocchiate (La penitente del Mart).
Vengono inoltre esposte la fondamentale Periferia del 1942, una serie di tele ispirate a temi sacri (L’Apologo dei Musei Vaticani), i paesaggi (tra cui il Paesaggio con albero del Museo Rimoldi e il suggestivo Tre cime di Lavaredo) e le composizioni ultime.

La mostra, curata da Claudia Gian Ferrari ed Elena Pontiggia, è stata ideata dal comitato scientifico comprendente, oltre alle due curatrici, Jean Clair e Andrea Sironi, nipote dell’artista, e ha ricevuto il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Lombardia, della Provincia di Milano e del Comune di Milano.

Il catalogo Electa, che accompagna la mostra, propone nuovi contributi critici di Claudia Gian Ferrari, di Elena Pontiggia, di Lorella Giudici e un’importante riflessione di Jean Clair.

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