Mostra – Wolfsoniana di Genova – Pubblicità e propaganda. Ceramica e grafica futuriste

Stab. Polig. Roggero & Tortia, Torino: Watt Radio, 1930 circa stampa litografica. Archivio Storico del Manifesto Italiano - Collezione Alessandro Bellenda, AlassioLa Wolfsoniana di Genova presenta dal 5 dicembre 2009 all’11 aprile 2010 (prorogata fino al 2 maggio 2010) la mostra “Pubblicità e propaganda. Ceramica e grafica futuriste”.
Curata da Silvia Barisione, Matteo Fochessati, Gianni Franzone e Maria Teresa Orengo, l’esposizione si concentra sulla presenza della persuasione pubblicitaria e politica all’interno della produzione ceramica e grafica futuriste degli anni Venti e Trenta.

La straordinaria stagione della ceramica e della grafica futuriste viene analizzata mettendo in rilievo come, attraverso le sue peculiari e innovative sperimentazioni linguistiche e iconografiche, queste specifiche ricerche contribuirono alla diffusione di messaggi pubblicitari e alla celebrazione di quei motivi propagandistici che, peraltro, la retorica del regime elaborò in parte attraverso gli stessi modelli poetici del movimento futurista.

La mostra, oltre a documentare in maniera originale la molteplicità delle esperienze formali che si svilupparono in questo ambito di ricerca, rappresenta un momento di riflessione sulle dinamiche espressive di quella sottile linea di demarcazione che separa la persuasione pubblicitaria e la propaganda politica, a cui i principali esponenti del movimento adattarono i temi precipui della loro originaria poetica: il culto della velocità e della modernità, dell’aggressività e della guerra, l’idolatria della macchina, l’ideale di un uomo nuovo, sportivo e ardimentoso.

Come evento collaterale alla mostra, a febbraio, verrà presentata una significativa selezione di argenti del milanese Arrigo Finzi (Venezia 1890 – Milano 1973). Una parte della produzione di Arrigo Finzi fu, infatti, contrassegnata dal marchio “Sant’Elia”, depositato nel 1933, e riprendeva in chiave déco i modelli disegnati prima della guerra dal celebre architetto futurista Antonio Sant’Elia, con cui Finzi aveva stretto amicizia a Milano nel 1909.

Accompagna la mostra un catalogo edito da Silvana Editoriale.