Museo d’Arte Orientale di Torino, L’India dei Rājpūt

Il MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino dal 12 marzo al 6 giugno 2010 presenta la mostra L’India dei Rājpūt dedicata alle miniature indiane dalla Collezione Ducrot.
In esposizione circa centocinquanta opere che illustrano gli stili e i temi iconografici della produzione pittorica su carta che si sviluppò nell’area nord-occidentale e centrale del sub-continente indiano tra il XVII e il XIX secolo, periodo in cui alla grande potenza dell’impero musulmano Mugal si contrappose la fiera resistenza dei principi indiani Rājpūt.

La pittura Rājpūt, erede della tradizione religiosa dei manoscritti miniati, mantiene un carattere profondamente indiano nella concezione e nella scelta dei temi iconografici, all’interno tuttavia di una ricerca che vede nella dialettica con l’estetica Mugal, già debitrice nei confronti della pittura persiana, uno dei punti di maggiore rilievo. L’incontro tra i due ambiti culturali si esplicita in un proficuo scambio tra il carattere raffinato della pittura islamica e la vivacità del tratto e dei colori delle raffigurazioni Rājpūt. Le miniature, caratterizzate da un tratto netto che delinea le figure, da una campitura piena nella stesura del colore e da una prospettiva che non si cura della coerenza nella resa spaziale, presentano diverse interpretazioni stilistiche frutto della sensibilità peculiare di ogni scuola locale, ben documentate nella collezione Ducrot.

Fra i temi iconografici più antichi rappresentati nella produzione pittorica delle corti Rājpūt si trovano le raccolte di illustrazioni di Rāgamālā, scene figurate che descrivono i modi musicali indiani, e le miniature che si ispirano alla tradizione religiosa hindū, con la raffigurazione di testi letterari e poetici, tra i quali spiccano le gesta epiche narrate nel Mahābhārata e Rāmāyana o i racconti mitici, in particolare gli amori di Krsna con Rādhā e con le pastorelle (gopī). Parte importante della produzione pittorica Rājpūt riguarda tuttavia aspetti della vita di corte, con ritratti (anche di animali come i cavalli e gli elefanti), scene di caccia, processioni, cerimonie religiose e pitture erotiche.

La mostra è accompagnata da un catalogo curato da Claudia Ramasso, edito da Skira.