Al Castello di Udine i “Capricci” e gli “Scherzi” di Giambattista Tiepolo

Tornano al Castello di Udine, dopo 40 anni dall’ultima loro esposizione, i Capricci e gli Scherzi di Giambattista Tiepolo. Dal 21 maggio al 31 ottobre 2010, infatti, il corpus completo della produzione grafica dell’artista veneziano sarà esposto nella Galleria d’Arte Antica del Castello insieme ad una attentissima selezione di suoi disegni, opere direttamente collegate ai temi delle incisioni.
Gli studi riguardanti il corpus incisorio di Giambattista Tiepolo hanno permesso di fissare a trentacinque il numero di pezzi che lo compongono, individuando al suo interno una scansione cronologica che consente di anticipare con certezza l’esecuzione dei Capricci rispetto agli Scherzi di fantasia.
Realizzati i primi tra il 1741 e il 1742, portati a termine i secondi in due distinte fasi tra il 1743-1744 e il 1754, essi sono stati oggetto di importanti studi che hanno individuato anche una possibile progressione esecutiva al loro interno. Le stampe, originate da occasioni estemporanee, vennero poi riunite nella serie dei Capricci, dieci dei quali pubblicati per iniziativa di Anton Maria Zanetti di Girolamo nel secondo volume della sua Raccolta di chiaroscuri del 1743, e in quella degli Scherzi di Fantasia, realizzati in tempi diversi e pubblicati in volume unico solo dopo la morte dell’artista.
L’intera produzione è presente in mostra.

Le curatrici, Cristina Donazzolo Cristante e Vania Gransinigh, affiancate dal comitato scientifico composto da Svetlana Alpers, William L. Barcham, Caterina Furlan, Peter O. Krückmann, Giuseppe Pavanello e Catherine Whistler, hanno cercato di proporre, quanto più possibile, “i primi stati” di queste opere, quelli che concretamente nacquero sotto gli occhi esigenti del grande artista. Alle acqueforti si accompagnano appunto i disegni ad esse direttamente collegati. Si tratta di opere che talvolta evidenziano legami palesi con le acqueforti tanto da poterne essere considerate la fase ideativa, più spesso denunciano riferimenti vaghi e superficiali che inducono a ritenerle ulteriori variazioni sul tema. Nell’insieme essi rivelano, comunque, la ricchezza dell’universo creativo tiepolesco e contribuiscono a chiarire i meccanismi complessi che hanno presieduto alla loro origine inventiva.
Alle acqueforti e ai disegni verranno affiancate anche alcune lastre originali, le matrici delle incisioni, per chiarire l’intero processo che portò alla loro produzione.

La mostra è una delle proposte di punta delle “Giornate del Tiepolo 2010“, programma ideato e gestito dall’Assessorato alla Cultura del capoluogo friulano, che propone, dal 21 al 30 maggio, itinerari tiepoleschi, concerti di musica barocca, momenti di approfondimento storico e scientifico, tutto intorno appunto al marchio “Udine Città del Tiepolo“.