Capolavori della collezione Banca Carime nella Galleria Nazionale di Cosenza

La Galleria Nazionale di Cosenza, che ha sede nel cinquecentesco Palazzo Arnone, dal 30 maggio 2010 aprirà al pubblico nuove sale espositive con 38 capolavori della Collezione Banca Carime, che documentano un’area artistica prevalentemente meridionale.
Le opere sono state donate in comodato d’uso da Banca Carime al Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

L’opera più antica della raccolta è il dipinto, eseguito intorno al 1460, attribuito a Giovanni Bellini con la collaborazione del fratello Gentile raffigurante Cristo al Calvario e il Cireneo.
Cospicuo il corpus di dipinti del Sei e del Settecento riferiti all’area centro-meridionale, napoletana in special modo. Tra questi, la monumentale pala d’altare raffigurante Santa Caterina d’Alessandria di Innocenzo Tacconi, tra i più fedeli allievi di Annibale Carracci, e il Sogno di San Giuseppe di Andrea Sacchi, esponente illustre della pittura classicista seicentesca.

Ad attestare gli straordinari e diffusi esiti del caravaggismo in ambito meridionale, le pregevoli opere di Battistello Caracciolo, Jusepe de Ribera, degli olandesi Gerrit van Honthorst e Dirk van Baburen.
Ancora nell’ambito della pittura di area meridionale, di grande pregio e suggestione le tele pendants raffiguranti Santa Lucia e Sant’Agnese di Francesco Guarino.

Arricchiscono la collezione il dipinto di Mattia Preti raffigurante Cristo e la Cananea, le tele di Luca Giordano, eccezionale interprete della pittura barocca, e, per il Settecento, le opere di Francesco Solimena, Paolo De Matteis, Francesco De Mura, Pietro Bardellino.

Di grande interesse le opere che costituiscono la sezione moderna e contemporanea, tra queste il Ritratto femminile di Silvestro Lega, tra i maggiori esponenti del movimento dei macchiaioli, e l’interessante Gisella di Umberto Boccioni del 1907, capolavoro prefuturista dell’artista.

Le opere della collezione sono state sottoposte ad un intervento di manutenzione, conservazione e restauro, preceduto da un’attenta campagna di indagini diagnostiche, a cura del Laboratorio di Restauro e della Sezione di Documentazione e Diagnostica della Soprintendenza BSAE Calabria.