Genova | Tarquinio Marangoni. Arte sotto torchio. La carriera di uno xilografo

Opera di Tranquillo Marangoni, I birilli

Presso la struttura museale “Raccolte Frugone” – Musei di Nervi – e la Wolfsoniana dal 21 gennaio al 6 maggio 2012 è allestita una importante mostra dedicata a Tranquillo Marangoni (1912-1992), uno dei più importanti incisori del Novecento, in occasione del centenario della sua nascita. Nelle due prestigiose sedi vengono proposte all’attenzione del pubblico opere significative della sua lunga attività: incisioni, disegni, matrici e cartoni.

Alle Raccolte Frugone sono allestite quattro sezioni:
– Tranquillo Marangoni, la famiglia, l’atelier, con numerosi autoritratti tra il 1942 e gli anni Sessanta, ritratti di famiglia e la ricostruzione del suo atelier di incisore, l’ultimo, quello che allestì dal 1985 nella sua villa di Ronco Scrivia, con i suoi tavoli e i suoi strumenti.
L’attività artistica di Tranquillo Marangoni nella donazione al Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce con il nucleo di 35 opere, tra tavole xilografiche, disegni preparatori e collage fotografici, datate tra il 1947 e il 1988.
– La sezione coi volumi illustrati – veri e propri libri d’artista – come la raffinata edizione inglese di The Toilers of the sea di Victor Hugo nel 1960, esposta alla Wolfsoniana.
– La sezione assai nutrita degli ex libris che l’artista fece per alcuni protagonisti del mondo della cultura e dell’illustrazione, dal critico d’arte Luigi Servolini all’artista Bruno da Osimo, all’architetto Zoncada, ai collezionisti di ex libris, Gianni Mantero e Ivan Matteo Lombardo.

Alla Wolfsoniana è ospitata la sezione dedicata ai pannelli decorativi e agli arredi che Marangoni, dopo avere lavorato per molti anni come disegnatore per i cantieri navali di Monfalcone, ideò e realizzò per edifici privati, pubblici e per navi. Capitolo assai importante per l’artista che si svolse in stretta collaborazione con l’architetto Nino Zoncada e molti altri artisti come Gio Ponti, Massimo Campigli, Enrico Paulucci, Lele Luzzati.

La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da Silvana Editoriale.