Genova | La nascita di Cinecittà. Fotografie dal fondo di Luigi Freddi

Caterina Boratto, 1939
Caterina Boratto, 1939

Alla Wolfsoniana di Genova Nervi dal 18 luglio al 2 novembre 2014 rimarrà aperta al pubblico la mostra “La nascita di Cinecittà. Fotografie dal fondo di Luigi Freddi“, curata da Matteo Fochessati e Gianni Franzone.

Attraverso foto e materiali documentari del fondo Freddi – conservato presso la Wolfsoniana – e ad alcune opere della Collezione riguardanti le produzioni cinematografiche negli anni tra le due guerre, l’esposizione ripercorre la nascita di Cinecittà, costruita alle porte di Roma, per volere di Mussolini, su progetto di Gino Peressutti e inaugurata il 28 aprile 1937.

La mostra è organizzata in più sezioni.
La prima presenta alcune foto di Freddi e di Cinecittà, con immagini del cantiere e dell’inaugurazione avvenuta alla presenza di Mussolini.

Nella seconda si espongono alcune significative foto di scena di film girati nel periodo 1935-1942 e una selezione di immagini di registi e attori attivi a Cinecittà o che Freddi incontrò tra la metà degli anni Trenta e i primi anni Cinquanta: da Georg Pabst a Max Ophüls, da Madeleine Carroll a Gino Cervi, da Osvaldo Valenti a Ruby D’Alma, e ancora Carmine Gallone, Maria Denis, Tullio Carminati, Caterina Boratto, Macario, Lea Padovani, Ingrid Bergmann, Renato Rascel, Cécile Aubry.

A testimonianza dei suoi ampi e intensi contatti internazionali, si propone infine una galleria di ritratti fotografici, con dediche autografe a Freddi, di personaggi del cinema internazionale.
Tra i registi, l’americano Clarence Brown, che diresse Greta Garbo nei suoi più grandi successi; il russo Sergej Eizenštein, uno dei più grandi teorici dell’estetica cinematografica; la tedesca Leni Riefenstahl che nel 1937 girò Olympia, il noto documentario sui giochi olimpici di Berlino; e ancora l’austriaco Gustav Ucicky e i sovietici Nikolaj Ekk e Vsevolod Pudovkin.
Tra gli attori, l’inglese Charles Laughton; il tedesco Emil Jannings, interprete del professor Rath accanto a Marlene Dietrich ne L’angelo azzurro; i francesi Mireille Balin, Pierre Blanchar e Michel Simon; gli americani Edward J. Robinson e Peggy Cummins.

Sono esposte, anche, alcune opere della Wolfsoniana, come il busto in terracotta di Tony Lucarda raffigurante il conte Giuseppe Volpi di Misurata, presidente della Biennale di Venezia e principale promotore della 1ª Esposizione Internazionale d’Arte Cinematografica, la coppa in argento per la III Mostra cinematografica di Venezia del 1935 e una serie di bozzetti per espositori e dépliant promozionali realizzati in Italia negli anni tra le due guerre per film di produzione americana.