HomeIn primo pianoMonza | Il fascino e il mito dell’Italia. Dal Cinquecento al contemporaneo

Monza | Il fascino e il mito dell’Italia. Dal Cinquecento al contemporaneo

Candida Höfer, Teatro Olimpico Vicenza II (2010), stampa lightjet; 180 x 235 cm, Rimini, Collezione privata
Candida Höfer, Teatro Olimpico Vicenza II (2010), stampa lightjet; 180 x 235 cm, Rimini, Collezione privata

La Villa Reale di Monza ospita dal 23 aprile al 6 settembre 2015 la mostra “Il Fascino e il mito dell’Italia. Dal Cinquecento al contemporaneo“.

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L’esposizione rievoca la fascinazione esercitata sui grandi artisti stranieri dai monumenti, dai paesaggi e dalle tradizioni del nostro Paese attraverso una serie di opere esemplari, tra le quali capolavori di pittura, scultura e fotografia, eseguiti tra il Cinquecento e il Novecento e concessi in prestito dalle maggiori istituzioni museali italiane e internazionali.
La mostra, inoltre, intende evidenziare il ruolo dell’Italia quale “maestra delle arti”, grazie a dipinti e sculture di celebri maestri stranieri come Lucas Cranach, Rubens, Antoon Van Dyck, Claude Lorrain, Gerrit van Honthorst detto Gherardo delle Notti , Valentin de Boulogne, Gaspar Van Wittel, Angelika Kauffmann, Anton Raphael Mengs, James Caulfeild, Joshua Reynolds, Jean-Léon Gérome.
Accanto a loro altre straordinarie opere di maestri italiani assunti a modello, come Danae (1530-1531) del Correggio, Ritratto di Ippolito de’ Medici (1532-34) di Tiziano, Il colonnello William Gordon (1765-1766) di Pompeo Batoni, Corinna (1819) di Antonio Canova.

Agli inizi del Novecento gli artisti stranieri, specialmente francesi, sono attirati dal Prix de Rome, che, con il soggiorno a Roma all’Académie de France in Villa Medici, rappresenta da generazioni l’obiettivo più ambito. Anche Henry Moore compie il suo “viaggio di formazione” in Italia, che nel 1925 lo porta a Roma, Firenze, Siena, Assisi, Padova, Ravenna e Venezia. Il mito di Michelangelo continuerà a irradiarsi lungo il secolo: in mostra lo si illustra con due splendide sculture di Henri Matisse e Auguste Rodin, con due magnifiche tele di Pablo Picasso e un intenso olio di Salvador Dalí.

Dalla nascita delle Avanguardie in poi, numerosi artisti, anche i più anticonformisti e radicali, compiranno il loro “pellegrinaggio” in Italia, favoriti anche da personalità come la gallerista americana Ileana Sonnabend che, nata in una ricchissima famiglia ebraica di Bucarest, era stata abituata sin dall’infanzia a trascorrere le vacanze in Italia. Inevitabile che i “suoi” artisti, come per esempio Gilbert & George e Robert Rauschenberg creassero opere ispirate alla nostra storia dell’arte, sedotti come lei dall’Italia e dalla sua tradizione. In loro lo sguardo sull’Italia è assai diverso da quello di chi li aveva preceduti: l’approccio è più elaborato e concettuale. E si rivolge assai più alla lezione dell’arte italiana antica che alle seduzioni del paesaggio.
Altri importanti artisti del secondo Novecento che hanno guardato all’Italia per il loro lavoro e l’hanno visitata più volte sono Yves Klein e Andy Warhol, così come il nostro Paese affascina celebri maestri della contemporaneità di cui sono in mostra opere significative, come Anselm Kiefer, William Kentridge, Marina Abramović, Christo+Jeanne Claude, i fotografi della scuola di Düsserldorf come Axel Hütte, Thomas Struth, Candida Höfer o americani come Lawrence Beck, sino al bellissimo video Viaggio in Italia del 2006 di Victor Burgin che chiude la mostra.

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L’esposizione, che si avvale della collaborazione di circa sessanta enti prestatori, per un corpus di circa 90 opere provenienti da Italia, Europa e America, è divisa in quattro sezioni: Il Cinquecento; Il mito dell’Italia nell’Europa del Seicento e del Settecento; Dal Neoclassicismo al Simbolismo; L’ultimo Ottocento, il Novecento e il Duemila.

La mostra è prodotta da Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, SKIRA editore e Cultura Domani.

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