HomeDesignGioacchino Ersoch (1815 – 1902). Un architetto per Roma Capitale

Gioacchino Ersoch (1815 – 1902). Un architetto per Roma Capitale

Ersoch-'Pantheon degli uomini illustri', macchina pirotecnica per Castel Sant'Angelo, 1872
Ersoch-‘Pantheon degli uomini illustri’, macchina pirotecnica per Castel Sant’Angelo, 1872

Il Museo di Roma Palazzo Braschi, dal 16 maggio al 20 settembre 2015, ospita una mostra dedicata all’architetto Gioacchino Ersoch (1815 – 1902), in occasione del bicentenario della sua nascita.
In esposizione una serie di progetti e disegni dell’architetto romano di origini svizzere, in parte inediti, accompagnati da dipinti e fotografie d’epoca, per raccontare un periodo della storia di Roma e dell’amministrazione capitolina poco noto e far conoscere meglio la sua figura di professionista al servizio del Comune dal 1848 al 1889.

La mostra affronta diverse linee tematiche che illustrano il lavoro dell’architetto. Le opere e i documenti presentati, provenienti dalle collezioni del Museo di Roma, dall’Archivio Storico Capitolino e dall’Archivio Gianfranco Ersoch, tratteggiano la carriera, le idee e la pratica dell’architetto, anche attraverso l’esposizione di alcuni dei suoi strumenti di lavoro. Si propongono, quindi, alcuni studi di dettagli di “ornato”, dai quali emerge la versatilità del progettista in grado di lavorare a tutto campo, immediatamente confrontabili con ideazioni più grandiose, come i piani per la trasformazione dei palazzi capitolini o per i monumenti celebrativi, tra questi ultimi un monumento a Vittorio Emanuele II mai realizzato. A questi progetti sono affiancati quelli per l’arredo della pubblica passeggiata del Pincio e quelli per gli interventi urbanistici ed edilizi di scala maggiore. Tra questi molti impianti “funzionali” per la vita cittadina, come scuole, mercati e cimiteri, ma soprattutto il Mattatoio a Testaccio, grande opera e suo capolavoro indiscusso, modello di efficienza e razionalità funzionale.

L’esposizione vuole, dunque, rendere noto un lavoro complesso e articolato, nel quale hanno trovato posto anche le realizzazioni effimere tanto in voga a Roma nell’Ottocento: gli allestimenti celebrativi per l’accoglienza delle personalità di Stato, i “catafalchi”, eretti in occasione delle cerimonie funebri, e le complesse macchine pirotecniche per onorare degnamente le nuove ricorrenze nazionali, come la “Festa dello Statuto” istituita nel 1861 per celebrare, nella prima domenica di giugno, l’Unità d’Italia.

Per l’intera durata della mostra, l’Archivio Storico Capitolino ospiterà una selezione di carte e disegni progettuali lì conservati che costituiscono un approfondimento sull’opera e il percorso professionale di Ersoch.

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