Omar Galliani. Il disegno nell’acqua

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Omar Galliani, Dalle stanze di Ophelia, 2005, pastello su tavola e tempera, cm 100x100, © Luca Trascinelli

Omar Galliani, Dalle stanze di Ophelia, 2005, pastello su tavola e tempera, cm 100×100, © Luca Trascinelli

Milano, nell’ambito delle iniziative in programma per Expoincittà, dedica a Omar Galliani un’esposizione realizzata in due differenti sedi: all’Acquario Civico (dal 15 settembre all’11 ottobre 2015) e alla Conca dell’Incoronata (dal 15 settembre al 25 ottobre 2015) in Via San Marco.
Le due sedi, connesse al tema dell’acqua, sono luoghi estremamente idonei per presentare le opere dell’artista, che da anni si esprime tramite questo elemento. La predilezione per il disegno, l’attenzione ad una rappresentazione simbolica della natura e la raffinata tecnica rinascimentale sono interpretate da Galliani in chiave contemporanea per esprimere anatomie dell’universo e paesaggi dell’anima in un’esplosione emozionale di simboli, colori e chiaroscuri.
Omar Galliani tramite i suoi lavori crea un legame tra l’antico e il contemporaneo, tra l’arte e la multidisciplinarietà, traendo ispirazione da Leonardo, dalla storia di Milano e dall’attenta osservazione della natura e dell’uomo.
Numerosi sono i rimandi che avvicinano i lavori di Omar Galliani anche ad un passato più recente: al Simbolismo, a l’Art Nouveau, a motivi orientali e arabescanti, sempre arricchiti da novità linguistiche e formali del tutto personali e originali.

Le opere in mostra all’Acquario sono collocate in corrispondenza degli ambienti della struttura idrobiologica, in cui sono presenti i diversi ecosistemi acquatici, dalle sorgenti montane al mare. La significativa selezione comprende lavori realizzati su svariati supporti, quali carta, legno di pioppo, tela gommata, rame e pietra, su cui l’artista interviene con tecniche personali e originali, dove l’acqua diventa una componente fondamentale, non solo come suggestione artistica, ma anche come medium espressivo col quale dilava disegni a matita, carboncino, sanguigna, inchiostro.
Nella sezione “Immersioni”, che si snoda nel giardino, al piano terreno e nel sotterraneo, sono collocate opere generate dall’immersione nel liquido, come Aquaticus Liber (1978), un libro contenente opere racchiuse in buste di plastica con i resti del disegno di Ophelia d’après Millais, posto in acqua, unito a sedimenti organici e vegetali; Nelle stanze di Ophelia il grande dipinto di metri 5×5 su tela gommata, lavorato in progress dal 2010 al 2015, ambientato nelle vasche del giardino esterno.
Gli interventi con l’acqua sono presenti anche nei “preziosi” taccuini di viaggio Carnets de Voyage, realizzati nel corso degli anni in località di mare. L’azione dell’acqua apporta modifiche e contribuisce alla completa realizzazione dell’opera stessa, aggiungendo un ulteriore valore estetico e simbolico.

Nella suggestiva sezione “Riflessi e rispecchianti”, situata al piano superiore nel Giardino d’inverno, sono presenti lavori incentrati sullo studio della simmetria e del riflesso su superficie liquida come nei 15 disegni inediti Il quaderno delle acque (1978-1979), oppure nella serie In rame (1989), dove Galliani utilizza un procedimento originale di impressione calcografica, in cui l’acqua si unisce all’acido. In altre opere su tela e nel disegno su tavola Fluire (2014), che raffigura un volto di donna, cosparso di fedi nuziali, rispecchiato sulla superficie di uno stagno, l’artista tramite l’acqua crea effetti di trasparenza e movimento ondeggiante.

All’Acquario durante l’esposizione vengono proiettati due video: Omar Galliani, Fluire sulla musica di Erich Galliani, in cui l’artista parla del Po osservando un’esondazione, a pochi passi da dove è nato e dove vive, e racconta come i pioppi specchiandosi nell’acqua rimandino a temi a lui molto cari, quello del doppio, del siamese, dell’immagine che si riflette.
Nella videoinstallazione Omar Galliani, Loop si assiste alla proiezione su una superficie d’acqua, di un rapido susseguirsi “ipnotico” di 500 opere (24 al minuto) create dagli anni Settanta al Duemila accompagnate dal “Canon” di J. Pachebel. Entrambi i filmati hanno la regia di Massimiliano Galliani e sono incentrati sul tema della memoria dell’acqua, molto caro all’artista.

Con l’installazione Aquatica. La memoria dell’acqua, appositamente ideata per la Conca dell’Incoronata – tratto scoperto del Naviglio del Tombon de San Marc con un sistema di chiuse originali progettate da Leonardo e da poco restaurate -, Galliani esprime significativamente il rapporto acqua e opera, che interagiscono in progress sotto gli occhi del visitatore. Il grande polittico è formato da quattro tavole di pioppo di cui due realizzate a pennello con una miscela di grani di sale dell’Himalaya e albume che definiscono il volto di una donna con un’acconciatura che rimanda a modelli femminili leonardeschi; le altre due tavole sono dipinte a tinta unita a rappresentare la terra e il cielo.
Grazie alla pioggia e agli agenti atmosferici, la natura definisce l’aspetto finale dell’opera e, paradossalmente, la sua dissoluzione. Il visitatore assiste così ad un evento di grande portata simbolica, in cui la perfezione formale del disegno di Omar Galliani si fonderà e si dissolverà nell’acqua, intesa come principio rigeneratore, riprogrammatore dell’arte.

La mostra, a cura di Raffaella Resch, è promossa e prodotta dal Comune di MilanoCultura, Acquario Civico di Milano in collaborazione con l’Archivio Omar Galliani e la Società dei Navigli Lombardi, e gode del patrocinio della Città di Locarno.

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