Roma | James Tissot al Chiostro del Bramante

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James Tissot , Ritratto di padre Bichet , 1885, Olio su tela, 88x118 cm, Musée des Beaux-Arts de Nantes © Ville de Nantes- Musée des Beaux-Arts - Photo credit: A.GUILLARD

James Tissot , Ritratto di padre Bichet , 1885, Olio su tela, 88×118 cm, Musée des Beaux-Arts de Nantes
© Ville de Nantes- Musée des Beaux-Arts – Photo credit: A.GUILLARD

È dedicata al grande pittore francese James Tissot (1836 – 1902) la mostra che, dal 26 settembre 2015 al 21 febbraio 2016, è aperta al pubblico al Chiostro del Bramante di Roma.
In esposizione 80 opere, provenienti da musei internazionali quali la Tate di Londra, il Petit Palais e il Museo d’Orsay di Parigi, che raccontano l’intero percorso artistico del pittore e l’influenza che su di lui ebbe l’ambiente parigino e la realtà londinese, dando conto della sua vena sentimentale e mistica, del suo incredibile talento di colorista e del suo interesse per la moda.

Nove sezioni tematiche disegnano il percorso artistico e spirituale dell’artista di Nantes, attraverso un viaggio cronologico che ne racconta passioni, tormenti e vissuto.

Prima e seconda sezione – Gli inizi a Parigi: pittore di storie
Tissot inizia la carriera a Parigi proponendo scene di storia ispirate al Rinascimento. Commiati (Il figliol prodigo, 1862), rapimenti (Tentativo di ratto, 1865), duelli o giochi di seduzione (Margherita e Faust, 1860) riflettono il suo interesse per i soggetti drammatici in cui è centrale la figura femminile (Una storia interessante, 1872 ca.) intesa come oggetto del desiderio sempre misteriosa e inaccessibile. La partecipazione di Tissot ai Salon parigini si rivela un successo, tanto che il pittore, ormai benestante, si fa costruire un palazzo a Parigi.

Terza sezione – La vita moderna
In questo periodo inizia a collezionare arte giapponese che influenza il suo lavoro (La giapponese al bagno, 1864), frequenta Whistler e Degas, moltiplica i ritratti – tra i quali Mademoiselle L.L. (1864) che attesta un cambiamento nel suo stile – e si interessa sempre di più alla vita mondana. Nel 1869 si dedica a produrre caricature dell’élite inglese e nel 1870 – allo scoppio della guerra franco-prussiana – crea una serie di opere che rivelano un’immagine diversa, un Tissot più coinvolto di quanto si sia sempre pensato nei dibattiti politici dell’epoca.

Quarta sezione – Un pittore di Londra
L’arrivo a Londra, dopo la capitolazione della Comune di Parigi (28 maggio 1871), gli dà l’opportunità di crearsi una clientela cosmopolita e di frequentare personaggi quali Millais, Hayden, AlmaTadema, Heilbuth e De Nittis.
Durante gli undici anni del soggiorno londinese (1871-1882) si dedica ai ritratti – (Il principe imperiale e la madre, 1874; Mrs Lloyd, 1876), La figlia del capitano (1873), L’arsenale di Portsmouth (1876), e la straordinaria Galleria dell’HMS Calcutta (1886) – che attestano il suo talento di colorista e fine osservatore.
Nei lavori di questo periodo i costumi della capitale britannica sono descritti con ironia (La figlia del guerriero, 1873) e i codici della società vittoriana vengono scherniti in dipinti a doppio senso.
A Londra Tissot si avvicina anche alla tecnica dell’incisione così da poter duplicare e diffondere le opere che hanno maggior successo.

Quinta sezione – Il volto ideale di Kathleen Newton
In esilio volontario, Tissot possiede una marcata sensibilità per le questioni sociali dell’epoca: nonostante l’agiatezza e l’egoismo spesso biasimato dai contemporanei, ha saputo mostrarsi sensibile nei confronti delle classi svantaggiate, dei poveri e delle donne di cui è stato un acuto osservatore.
Innamoratosi di Kathleen Newton, irlandese divorziata dalla bellezza mozzafiato, la accoglie con i suoi due figli nella casa di Saint John’s Wood, che si trasforma così in un nido familiare.
Kathleen diventa la musa di Tissot e interpreta per il pittore – posando secondo precisi parametri – la figura della donna misteriosa (La lettura nel parco, 1881) o malinconica (Sulla riva del mare, 1880), la donna nelle mani del destino (La convalescente, 1880-1882) o la seduttrice orgogliosa della propria femminilità (Signora con l’ombrello, 1878-1880).
Sono questi gli anni (1875) in cui Tissot si rivolge all’incisione. Frequenta l’Hanover Square Club di Londra dove incrocia gli incisori Frederick Goulding e Seymour Haden ma anche l’italiano Giuseppe de Nittis che fa parte della nuova generazione di artisti a cavallo fra Parigi e Londra e che – come Tissot – esalta fino al  lirismo lo spettacolo  delle eleganze femminili e parigine, e la speciale atmosfera, fine e cangiante, di quegli ambienti dell’alta società. In mostra – nella quinta sezione – cinque opere di questo grande artista tra cui Signora di spalle in giardino (1883), Signora in giardino (1883) e Sulla neve (1875), a raccontare la penetrante personalità di Giuseppe De Nittis, il « pittore delle parigine », come lo consacrerà la critica francese a lui contemporanea, e approfondire il clima sociale oltre che mondano, ispiratore dell’arte di De Nittis e di Tissot.

Sesta sezione – La figlia del guerriero
Acuto osservatore della vita londinese, Tissot dipinge nel 1879 La figlia del guerriero particolareggiata e originale descrizione dei costumi britannici dell’epoca. Sulla tela si vede una giovane donna – che somiglia a Kathleen – accompagnare il padre, un vecchio costretto su una sedia a rotelle; sullo sfondo Cumberland Terrace a Regent’s Park, elegante quartiere della capitale inglese.
Lo sguardo penetrante che la fanciulla rivolge all’osservatore distoglie l’attenzione dall’omaggio all’eroe di guerra. I dettagli lussuosi della figura dell’uomo come il plaid, la pelliccia e il cappotto scozzese non bastano a distrarre dalla vera protagonista del dipinto.
Tissot, tacciato spesso dai suoi colleghi di dipingere con spregio e sarcasmo i suoi soggetti, sfida in quest’opera l’osservatore con la sua graffiante ironia: il contrasto tra la figura paterna – grigia e austera come la terrazza vittoriana sullo sfondo – e l’elegante fanciulla – la cui bellezza è esaltata ancor più dalla spilla che indossa – produce turbamento in chi guarda da fuori e non certo nel vecchio padre, ben lontano  da qualsiasi percezione della vita interiore della figlia probabilmente assorbita da un amore assai diverso da quello filiale.

Settima sezione – Il filgliol prodigo nella vita moderna
Per tutta la vita Tissot si considera come un “figliol prodigo”, tema che ricorre nella sua opera a distanza di anni, tra il 1862 e il 1880. Con il crescere della propria religiosità dovuto anche all’incontro con Kathleen, Tissot conduce una vita sempre più sobria, e dopo la morte della compagna, rientrato a Parigi, è sempre più abbattuto, depresso e in preda ai dubbi. È in questo periodo che Tissot completa il secondo ciclo di dipinti sul tema del figliol prodigo, ambientati questa volta in epoca moderna, tornando dopo vent’anni a trattare la stessa parabola cristiana incupito dalle difficoltà della vita che si riversano sulla tela.

Ottava sezione – Il viaggio interiore e la partenza
La prematura morte di Kathleen, avvenuta nel 1882 quando aveva 28 anni, induce Tissot a tornare a Parigi e a riprendere la sua carriera itinerante.
Grande viaggiatore da sempre, di origine nantese e quindi abituato all’andirivieni delle navi nel porto, Tissot ha spesso trattato il tema della partenza raffigurando banchine ferroviarie e portuali: Il vedovo (1876) è una splendida allegoria della departure vista come preludio a un futuro rinnovamento; come in una sorta di autoritratto, l’autore dipinge profeticamente la morte della compagna mentre il bambino simboleggia la speranza che rende possibile la partenza verso un’altra esistenza.

Nona sezione – James Tissot, pittore della moda
Da lungo tempo gli studiosi rilevano l’influenza dell’Impressionismo su Tissot: sebbene non abbia mai esposto con gli impressionisti, era più che sensibile alle ricerche di questo movimento.
Amico di Degas, ma anche di Whistler, Legros e Manet, Tissot sostiene tutte le battaglie condotte all’epoca contro l’accademismo.
Le sue mostre alla Grosvenor Gallery di Londra gli danno occasione di entrare in contatto con i preraffaelliti, ma anche con l’élite artistica dell’epoca. Dai dipinti di questo momento traspare una certa simpatia per le opere di Manet, Degas e Toulouse-Lautrec.
Nella serie dedicata alla “Donna a Parigi” (1883-1885) declina la sua visione del mondo moderno: da Le Dame sui cocchi (1885) a La più bella donna di Parigi (1883-85), da La Misteriosa (1885) a Le donne degli artisti (1885), Tissot realizza uno straordinario ritratto della tipica parigina e partecipa a pieno titolo ai dibattiti artistici e letterari del tempo.

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