L’architettura degli anni Venti e Trenta a Merano

Ippodromo di Merano, 1935, Archivio MeranoMerano Arte ospita, dal 4 ottobre 2015 al 10 gennaio 2016, la mostra “L’architettura degli anni Venti e Trenta a Merano“, a cura di Magdalene Schmidt e Walter Gadner.
L’esposizione presenta una selezione di edifici e progetti realizzati nel periodo tra le due guerre a Merano, delineando un quadro comparativo degli stessi in rapporto al contesto urbano e rilevando gli stili ascrivibili a varie correnti architettoniche. La tematica rientra in un’ampia ricerca che riguarda l’urbanistica e l’immagine della città di Merano dal 1860 al 1960.

Fino alla Prima Guerra Mondiale l’immagine della città di cura era legata alle magnifiche architetture dello storicismo e dell’Art Nouveau, l’architettura moderna era poco presente in Alto Adige, così è stato fino al cambiamento della situazione politica.
Durante il ventennio fascista sono sorte varie tendenze architettoniche, che si possono a grandi linee far rientrare in due correnti principali: il tradizionalismo e il modernismo. La costruzione di edifici prestigiosi per i presidi del partito, il massiccio incremento della presenza militare nelle nuove aree di frontiera e i numerosi insediamenti di forza lavoro dal resto delle “vecchie province” italiane, hanno fatto sì che anche Merano vivesse un periodo di vivace attività edilizia. Il regime fascista attribuì particolare importanza all’ampliamento delle strutture ricreative e sportive, costruite su larga scala sulla città di cura e soggiorno.

I progetti sono stati selezionati e digitalizzati per l’occasione in collaborazione con l’Archivio del Comune di Merano.
Gli edifici in oggetto documentano la storia e mostrano la diversità che hanno caratterizzato le architetture in un decennio piuttosto che nell’altro: si va da forme eclettiche alla transizione, dallo storicismo a un modernismo caratterizzato da elementi tipici locali, al purismo, ai palazzi disadorni del razionalismo, fino agli edifici monumentali e ricchi di decori della Scuola Romana.

L’allestimento è organizzato in senso tematico e ogni sezione comprende una serie di progetti presentati in ordine cronologico.