Da Manet a Renoir, i capolavori degli Impressionisti in mostra al Vittoriano

Manet, Stéphane Mallarmé (1876)
Manet, Stéphane Mallarmé (1876)

Oltre sessanta opere, tra dipinti e sculture, sono esposte al Complesso del Vittoriano, a Roma, dal 15 ottobre 2015 al 7 febbraio 2016. In mostra opere di grandi maestri dell’Impressionismo, tra i quali Edouard Manet, Pierre-Auguste Renoir, Edgar Degas, Frédéric Bazille, Camille Pissarro, Paul Cézanne, Berthe Morisot, Auguste Rodin e altri.

L’esposizione, dal titolo “Dal Musée d’Orsay Impressionisti. Tête à tête“, si snoda facendo rivivere lo spirito di un’epoca, offrendo un affresco della società francese negli anni del sorgere e dell’affermarsi del movimento impressionista. Artisti e letterati, familiari ed amici, politici e uomini di affari, signore della borghesia, bambini e adolescenti, evocano mirabilmente episodi di un’esistenza che si svolge fra città e campagna, interni domestici e gite sul fiume.
Le opere scelte per la mostra, alcune diventate vere e proprie icone dell’impressionismo, mettono in luce gli aspetti innovativi del movimento artistico ed evidenziano, allo stesso tempo, le connotazioni delle singole personalità. Tra i capolavori esposti Il Balcone (1890) di Manet, icona della borghesia parigina di fine Ottocento, e, dello stesso artista, Stéphane Mallarmé (1876), ritratto in un atteggiamento rilassato, e la bellissima Angelina (1865).
Di Edgar Degas sono presenti in mostra le opere Jentaud, Linet et Lainé (1871), in cui si sofferma sui visi pensosi dei tre giovani industriali parigini che emergono dalla tavolozza scura illuminata dai bianchi della tovaglia, dei polsini, del giornale, e  il ritratto del nonno Hilaire de Gas (1857).
Bazille dipinge Il ritratto di Renoir (1867), con i piedi su una sedia, facendone il modello della sfrontatezza giovanile. Di Renoir, tra i tanti, L’altalena (1876), dove la luce inizia a diventare la protagonista delle opere. Di Cézanne è da segnalare Donna con caffettiera (1890-1895), l’Autoritratto (1875) e Il giocatore di carte (1890-1892). Rodin con Victor Hugo (1897) ci racconta come l’Impressionismo riesca a penetrare anche l’immobilità della scultura.

La mostra, che nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con il patrocinio della Camera dei Deputati, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Lazio, di Roma Capitale e dell’Ambasciata di Francia in Italia, è curata da Guy Cogeval.